CAMERA DEI DEPUTATI
Da Marco Fedi (Pd) un’interrogazione sul licenziamento
di un impiegato a contratto presso l’Ambasciata d’Italia a Tunisi
Il deputato chiede al ministro degli Esteri di conoscere
le ragioni del provvedimento
ROMA – Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro degli Esteri per chiedere i motivi del licenziamento dell’impiegato a contratto Amor Khediri, che prestava servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Tunisi.
Il provvedimento, che risale ad alcuni mesi fa, è stato adottato a seguito di presunte anomalie nella concessione di visti di ingresso contestate dall’Ambasciata italiana a Tunisi. La decisione del licenziamento è stata presa nonostante le giustificazioni e i riscontri indicati dall’impiegato stesso a sostegno del suo operato.
La richiesta di delucidazioni sul motivo del licenziamento è stata ritenuta opportuna da Fedi in considerazione della mansione svolta da Khediri presso l’Ambasciata: un “impiegato a contratto, dipendente a legge locale con mansioni esecutive”, si legge nel testo, che segnala come tale figura non abbia “alcuna competenza dispositiva e valutativa nel merito del rilascio dei visti” . Per Fedi, dunque, il licenziamento si configurerebbe come una “misura disciplinare spropositata sia per la causa scatenante, sia per le responsabilità d’ufficio assegnate ad Amor Khediri dalla normativa vigente”.
Nell’interrogazione
si domanda inoltre se siano state assunte “ulteriori misure disciplinari nei
confronti di altro personale dell’ufficio visti del Consolato di Tunisi” e si
rinnova la richiesta di verificare “le ragioni e le condizioni oggettive” che
hanno determinato il licenziamento, procedendo all’acquisizione degli elementi
probatori richiesti dal Khediri, essenziali per un suo reintegro nel posto di
lavoro. (