INFORM - N. 89 - 9 maggio 2011


REFERENDUM

La Federazione della Colonie Libere Italiane in Svizzera per il sì ai quattro quesiti

Gli italiani all’estero sono chiamati ad esprimere il proprio voto per corrispondenza entro le ore 16 del 9 giugno

 

ZURIGO – La Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera invita i connazionali residenti all’estero a votare sì ai quesiti referendari sui quali gli italiani saranno chiamati ad esprimersi i prossimi 12 e 13 giugno (per coloro che all’estero votano per corrispondenza la scadenza è fissata alle ore 16 del 9 giugno).

“I quattro quesiti referendari, pur apparendo eterogenei, hanno invece in comune la necessità di riportare al centro del dibattito politico il bene comune e gli interessi di tutti i cittadini italiani – si legge nella nota diffusa dalla FCLIS in proposito. - I primi due quesiti, riguardano la privatizzazione dell’acqua e le sue tariffe. Votando sì, sarà cancellata la legge che di fatto privatizza l’acqua pubblica (bacini di raccolta e acquedotti). Sulle tariffe dell’acqua, votando sì, sarà cancellato l’articolo della legge che consente ai privati di stabilire gli aumenti delle stesse. Infatti, - spiega la nota - da quando è in vigore la legge attuale, alcune regioni hanno privatizzato l’acqua e in molti casi le tariffe della stessa sono triplicate. L’acqua è di tutti ed è un bene fondamentale, senza il quale non potremmo vivere e va quindi mantenuto pubblico”.

Anche al quesito sul nucleare, la FCLIS chiede di votare sì. “Sul nucleare il popolo italiano si era già espresso nel 1987 con una maggioranza dell’80%, decretando il no assoluto all’atomo in Italia. Sulla scia degli ultimi avvenimenti accaduti in Giappone, il governo ha deciso una moratoria di un anno sulla costruzione delle centrali nucleari in Italia e ora spetta alla Corte di Cassazione decidere il mantenimento o meno del referendum. Decisione che potrebbe arrivare anche dopo la spedizione dei plichi – segnala la nota, precisando come tale moratoria costituisca comunque “solo un rinvio e non un ripensamento”.

“Sul quesito relativo al legittimo impedimento, votando sì, sarà cancellata la legge che consente agli avvocati del presidente del Consiglio e a quelli dei suoi ministri di ritardare, per motivi istituzionali, le udienze in tribunale dei loro assistiti. Finora questa legge è stata abusata con la richiesta di rinvio non solo per importanti impegni istituzionali, ma anche per piccole iniziative di rappresentanza. Il mantenimento di questa legge provoca ritardi nei giudizi a carico degli indagati, i quali vedono decadere le loro imputazioni grazie alla prescrizione. Perché la legge sia davvero uguale per tutti, raccomandiamo di votare sì – conclude la FCLIS, rammentando come il referendum, strumento di democrazia diretta, per essere valido debba raggiungere il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto. (Inform)

 


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