ITALIANI ALL’ESTERO
Il vice presidente Crle Francesco
Mollica incontra i lucani a Zurigo e Berna
Presentato il libro “1861. La storia del Risorgimento
che non c’è nei libri di storia”
POTENZA- Il vice presidente della Commissione regionale
dei Lucani all’Estero Francesco Mollica ha incontrato nei giorni scorsi
a Zurigo e Berna i numerosi lucani che vivono in Svizzera, in occasione della
presentazione del libro “1861. La storia del Risorgimento che non c’è nei libri
di storia” di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo,
“L’iniziativa della Commissione – ha precisato Mollica
- oltre che istituzionale, per commemorare il 150° dell’Unità d’Italia, ha avuto
come obiettivo quello di far scaturire una riflessione sul senso di appartenenza
al popolo italiano anche per quei cittadini che vivono su un altro territorio.
Non si può capire l’origine e lo sviluppo storico-giuridico – ha sottolineato
il vice presidente della Crle - se non ci rifacciamo
brevemente al fenomeno sociale dell’emigrazione italiana. Fu proprio intorno
al 1870 che il movimento migratorio assunse la consistenza di un vero fenomeno
di massa con conseguenze di una vastità e gravità veramente impressionanti,
ancora di palpitante attualità ai nostri giorni. La situazione in cui venivano
a trovarsi i nostri emigrati era tra le più tristi e dolorose: obbligati a cercarsi
un pane a prezzo dei più immani sacrifici, senza alcune protezione da parte
delle autorità italiane che assistevano impotenti al loro esodo e si mostravano
incapaci di mantenere con essi un qualsiasi contatto benefico, cadevano vittime
di ignobili sfruttatori. La depravazione e la solitudine in cui precipitavano
alcuni faceva sì che spesso si vergognassero di essere italiani. I più, invece,
sono rimasti legati ai ricordi, paesaggi e tradizioni del loro bellissimo paese
d'origine.”
“Allora è proprio questo il nostro ruolo – ha affermato
Mollica - quello di non dimenticare coloro che vivono lontano da madri e fratelli,
in luoghi dove hanno ricostruito, tra sacrifici e difficoltà, le loro esistenze
e di non farli più sentire figli minori di questa Patria, ma diffondere sempre
più un senso di appartenenza ad un gruppo, la nostra Nazione. Unità della nazione
a cui in tanti hanno partecipato. Basti pensare, percorrendo gli anni più recenti
del secondo dopoguerra, all’importanza che ha avuto l’emigrazione italiana in
ogni continente sia nella ricostruzione dell’Italia, uscita distrutta, umiliata
ed affamata dalla guerra, ma anche nel successo mondiale del così detto ‘made
in Italy’ i cui primi e determinanti sponsor sono stati indubbiamente gli emigrati
italiani e i loro discendenti”. “I festeggiamenti dell'Unità d'Italia all'estero
– ha affermato ancora Mollica - sono anche un modo per sottolineare quanto,
oggi, la multiculturalità appaia importante, poiché capace di generare quella
ricchezza e solidità culturale che dovrebbero essere alla base di ogni paese
moderno”.
“Nell’ambito delle manifestazioni, apprezzate – ha riferito
Mollica - sia dal presidente della Federazione dei Lucani in Svizzera, Giuseppe
Ticchio, sia dai presidenti delle associazioni dei lucani di Zurigo e Berna,
Rosa Liccione e Luigi Boccomino
e dalle istituzioni svizzere tra le quali il console italiano a Zurigo, Mario
Fridegotto e i presidenti dei Comitati di Zurigo e Berna,
si è parlato anche delle attività della Crle e della
Regione Basilicata e, tra queste, la firma del protocollo sul nuovo accordo
sul petrolio. Molte sono state le domande poste dai partecipanti – ha concluso
il vicepresidente della Crle - e alto è stato l’interesse
mostrato dai lucani che vivono all’estero in merito alle attività della Regione
e a ciò che avviene in Basilicata. Nell’ambito delle attività della Commissione,
particolare attenzione è stata registrata in merito all’apertura del ‘Desk Basilicata’
a Zurigo e ai protocolli che
A latere della iniziativa il vice presidente Mollica
ha incontrato anche esponenti del Forum dei giovani, Vincenza Cataletto e Daniele
Vernucci, con i quali ha verificato lo stato di attuazione
della costruzione di un sito web dedicato al contatto costante e continuo dei
nostri giovani che vivono all’estero. (