INFORM - N. 87 - 5 maggio 2011
RASSEGNA STAMPA
Da “La
Stampa.it”
"Un fondo speciale per i ribelli libici" .A Roma il vertice tra Frattini e Hillary
Il ministro degli Esteri assicura :"L'Italia
conferma l'impegno, ma serve un soluzione politica". La Clinton: con voi forte amicizia
ROMA- Il via libera a un fondo speciale per finanziare
i ribelli libici e la conferma dell’impegno dell’Italia nelle operazioni in
Libia e «in tutte le missioni internazionali». Sono questi i due punti che emergono
dalla riunione del Gruppo di contatto alla Farnesina a cui ha partecipato Hillary
Clinton.
Il ministro degli Esteri ha confermato il via libera
a un meccanismo finanziario temporaneo per far arrivare fondi «in modo efficace
e trasparente» al Consiglio nazionale transitorio di Bengasi. Frattini ha anche
definito «una priorità» che si permetta ai ribelli libici di richiedere lo «scongelamento
per motivi umanitari» dei fondi bloccati al regime di Gheddafi. «Quel denaro
appartiene al popolo libico», ha osservato.
La Clinton ha confermato che gli Usa intendono
stanziare per i ribelli parte dei fondi bloccati a Gheddafi, ma secondo molti
esperti ci sarebbero grossi ostacoli giuridici per farlo sia in America che
in Europa. Alla Farnesina, un rappresentante del Cnt
ha annunciato che Olanda, Spagna e Danimarca hanno riconosciuto Bengasi come
unico interlocutore politico in Libia, ma i tre Paesi hanno negato che vi sia
stato un riconoscimento politico formale. Nel corso di una conferenza stampa
congiunta con il segretario di Stato Usa, Frattini ha rassicurato dopo la mozione
alla Camera che impegna il governo italiano a fissare una data per la fine dei
bombardamenti spiegando che «le azioni politiche su ogni scenario internazionale
sono sempre definite e concertate insieme ai partner internazionali e innanzitutto
con gli Usa». Peraltro, il ministro francese Alain Juppè
ha avvertito che la fine della missione Nato è «questione di mesi».
La Clinton, ha invitato la comunità internazionale
ad «accrescere l’isolamento diplomatico e politico del regime di Gheddafi».
L’incontro di questa mattina alla Farnesina, presieduto dal ministro degli Esteri
Franco Frattini insieme al primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar,
Sheik Hamad Bin Jassim Bin Jabr Al-Thani, ha visto la partecipazione di delegazioni di 22
Paesi, sette organizzazioni internazionali e quattro Stati osservatori, oltre
ad un rappresentante del Consiglio nazionale transitorio libico (Cnt). Frattini ha sottolineato «l’importanza di arrivare ad
una soluzione politica», indicando la pressione militare come «uno strumento
per convincere al più presto il regime a cessare gli attacchi contro i civili».
La protezione dei civili è l’obiettivo primario anche per la Clinton, che ha sollecitato
Gheddafi a «cessare gli attacchi brutali e lasciare il potere».(La Stampa.it,
5 maggio 2011)
Vai a: