ESULI
Scomparso ieri
a Trieste l’esponente politico istriano. Aveva 84 anni
Anvgd: Corrado Belci
e la memoria della Venezia Giulia
ROMA – E’ mancato a Trieste, il 4 maggio, Corrado Belci, esponente politico, parlamentare e giornalista, esule
nel secondo dopoguerra da Dignano d’Istria, dove era
nato nel 1926. Eletto nelle file della Democrazia Cristiana per quattro legislature,
dal 1963 al 1979, membro del Consiglio nazionale e della Direzione centrale
della DC, è stato direttore de “Il Popolo” dal 1976 al 1980.
Belci intraprese l’attività giornalistica
nel
Stretto collaboratore di Benigno Zaccagnini, ha sempre
inteso la politica “come luogo di confronto, di dialogo e di costruzione di
mediazioni e di convergenze”, ha sottolineato Pierluigi Castagnetti, presidente
di turno della Camera dei Deputati, nel rievocarne ieri la figura in Aula.
Il nome di Belci è strettamente
connesso con le vicende della Venezia Giulia nel corso e al termine della Seconda
guerra mondiale, alle quali ha dedicato molte energie politiche e diversi libri.
Tra questi, Quei giorni di Pola, con la prefazione
di Arrigo Levi (LEG Editrice, Gorizia), memorie di una città e di volti scomparsi
che l’Autore ha voluto rievocare per restituire loro il ricordo che meritano,
nella vicenda collettiva e nella sua personale. L’esodo della popolazione italiana
dalla città assume, nel racconto di Belci, la tragica grandezza della Storia. Un libro, ne ha
scritto Arrigo Levi, comunque “di riconciliazione della memoria con i luoghi
e con il tempo della giovinezza”
Al confine orientale del Novecento Belci
ha dedicato anche i volumi Trieste, memorie di 30 anni (Morcelliana,
1989), Quel confine mancato. La linea Wilson (Morcelliana,
1996), e Il libro della bora (Lint, 2003), che testimoniano
il profondo attaccamento di Corrado Belci alla tormentata
storia dei territori italiani investiti nel Novecento da opposti nazionalismi
e violenze ingiustificabili, come le Foibe.(Associazione Nazionale Venezia Giulia
e Dalmazia/