INFORM - N. 87 - 5 maggio 2011

 


RASSEGNA STAMPA

Intervista de “Il Mattino” di oggi al sottosegretario agli Esteri

Mantica: “Non ci stiamo se bombardano Tripoli”

 

ROMA - «I nostri Tornado continueranno a partire per la Libia e a bombardare gli obiettivi militari. E’ ovvio che nei prossimi giorni non cambierà nulla». Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica non vuole sentire parlare di mozione-bluff della maggioranza.

Pdl e Lega chiedono di fissare un tempo certo per i raid, in accordo con le organizzazioni internazionali e gli alleati, mala Nato ha già detto che non è possibile. Tanto rumore per nulla.

«Il Pdl ha valutato le richieste della Lega e assieme hanno trovato un accordo; l'opposizione, invece, ha presentato tre mozioni. Detto questo, la maggioranza pone un limite di modo e di tempo che non può essere la Nato a stabilire ma i Paesi che ne fanno parte. Nessuno vuole sconfiggere la Libia, nessuno vuole uccidere Gheddafi: vorremmo soltanto che se ne andasse e che le parti in lotta raggiungessero un'intesa».

Quali sono i limiti di tempo e di modo che l'Italia porrà?

«Va definita in sede Nato una strategia precisa dei bombardamenti».

Non è stata già decisa all'inizio della missione?

«Vogliamo capire quali sono gli obiettivi dei bombardamenti. Se si lanciano missili su Tripoli o sull'abitazione di Gheddafi, allora non siamo d'accordo perché la risoluzione Onu stabilisce interventi al fine di proteggere i civili. Eppoi, mi lasci dire: non capisco tanto stupore. Non abbiamo già deciso autonomamente di iniziare i raid, la Germania e la Norvegia non hanno forse scelto di starsene fuori?»

Per i militari pensare di porre un limite alla missione è privo di senso. La politica, in questi casi, non deve anche fare i conti con le regole della guerra?

«Siamo tutti d'accordo sul fatto che va impedito alla Libia di alzare in cielo la sua forza aerea, così come di utilizzare i suoi mezzi militari per colpire i civili. Ma nulla vieta di discutere con gli alleati fino a che punto sia opportuno esercitare questa pressione militare».

Se un termine alla missione non verrà fissato, come si comporterà. il nostro Paese?

«Nella mozione della maggioranza si chiede di escludere, per il futuro, qualunque nostra partecipazione ad azioni di terra sul suolo libico. La risoluzione Onu dice che non può essere utilizzato l'esercito ai fini di una occupazione. Faccio un esempio: per alcuni nostri alleati questo significa che è possibile un'azione su Tripoli per rapire Gheddafi; secondo noi no. Mai l'Italia parteciperà a operazioni di terra».

Che cosa direte al segretario di Stato Hillary Clinton, a Roma per il gruppo di contatto?

«Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) il ministro Frattini la incontrerà e le spiegherà la questione. Gli americani capiranno molto bene, visto che hanno ritirato i loro aerei dopo una settimana».  (Maria Paola Milanesio- Il Mattino del 5 maggio 2011)

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