INFORM - N. 86 - 4 maggio 2011


IMMIGRAZIONE

Commissione europea: Sì a controlli temporanei alle frontiere

 

BRUXELLES – “Controlli rafforzati alle frontiere e governance Schengen, completamento del sistema europeo comune di asilo, migrazione legale più mirata, scambio delle migliori prassi per garantire un’integrazione riuscita dei migranti, approccio strategico per i rapporti con i paesi terzi in materia di migrazione”. Sono queste le iniziative presentate oggi dalla Commissione europea “per una strategia globale più strutturata e in grado di garantire una risposta rapida dell’UE alle sfide e alle opportunità derivanti dalla migrazione, non da ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso nell’area del Mediterraneo”. Le iniziative presentate oggi vanno ad aggiungersi alle urgenti misure a breve termine già adottate dalla Commissione per affrontare la situazione della migrazione nel Mediterraneo e le pressioni migratorie sugli Stati membri in prima linea per questo fenomeno.

“E’ chiaro che l’UE ha bisogno di una politica comune forte in materia di asilo e migrazione. Tale necessità si è resa ancora più evidente negli ultimi mesi, in considerazione degli storici avvenimenti attualmente in corso in Africa settentrionale”, ha dichiarato Cecilia Malmström, commissario responsabile degli Affari interni. “L’UE – ha sottolineato Malmström - deve rispettare la propria vocazione a rappresentare un rifugio per coloro che necessitano di protezione e, al tempo stesso, dimostrare solidarietà sia ai paesi nordafricani che stanno accogliendo la maggior parte dei migranti provenienti dalla Libia, sia a quegli Stati membri che si trovano ad affrontare i flussi più intensi di migranti via mare. È altrettanto evidente – ha aggiunto - che un’immigrazione mirata di forza lavoro sarebbe vantaggiosa per l'UE, contribuendo a colmare le carenze di manodopera previste in vari settori e a riequilibrare il declino demografico della popolazione attiva europea che dovrebbe registrarsi nei prossimi anni”.

Nel contempo, tuttavia, è “necessario gestire la migrazione in modo corretto, il che significa garantire controlli efficaci alle frontiere e il rimpatrio dei migranti in posizione irregolare. Questo significa inoltre – ha precisato - che non dovremmo lasciare solo agli Stati membri situati lungo le frontiere esterne dell’UE il compito di affrontare situazioni migratorie eccezionali. Significa, infine, che occorre realizzare partenariati in materia di migrazione e di mobilità con paesi non UE in modo da collaborare. Dobbiamo avere in mente questi obiettivi a lungo termine – ha detto Cecilia Malmström - anche quando affrontiamo i bisogni più urgenti derivanti dalle turbolenze in Africa settentrionale”.

Pur rappresentando la speranza di una vita migliore per milioni di persone, gli avvenimenti nell’area del Mediterraneo meridionale – evidenzia la Commissione Ue - hanno anche causato l'esodo di oltre 650 000 persone, in fuga dalle violenze in Libia. Finora pochissimi richiedenti asilo sono giunti in Europa, tuttavia più di 25 000 persone hanno deciso di partire alla ricerca di una vita migliore nell’UE. Alcuni Stati membri dell’UE sono esposti più direttamente degli altri agli arrivi massicci di migranti, ma questo fenomeno non può essere affrontato solo a livello nazionale: è necessaria una mobilitazione di tutti gli Stati membri a livello di UE.

“I recenti avvenimenti hanno inoltre destato preoccupazioni in merito al funzionamento del sistema Schengen – ha detto ancora il commissario Cecilia Malmström -  La libera circolazione delle persone attraverso le frontiere europee è un risultato importante che non deve essere rovesciato, anzi rafforzato. È per questo che la Commissione ha già proposto un meccanismo di valutazione migliore per garantire l’effettivo controllo delle frontiere esterne. Al fine di preservare la stabilità dello spazio Schengen, può inoltre essere necessario reintrodurre temporaneamente limitati controlli alle frontiere interne in circostanze particolarmente eccezionali, ad esempio in caso di imprevista forte pressione migratoria su un tratto della frontiera esterna”.

L’Unione europea ha risposto rapidamente – sottolinea la Commissione Ue - a queste sfide con i mezzi operativi e finanziari di cui dispone. Sono stati mobilitati fondi per gestire l’emergenza umanitaria generata dall’improvviso afflusso di rifugiati e sfollati nei paesi confinanti con la Libia. Unitamente ai fondi forniti su base bilaterale, questo sostegno ha permesso di dare un rifugio temporaneo ai rifugiati e agli sfollati, di rispondere alle loro esigenze basilari e di aiutare molti di loro a ritornare nei rispettivi paesi d’origine. Frontex ha avviato l’operazione congiunta Epn Hermes Extension 2011 per aiutare l’Italia a fronteggiare lo sbarco di migranti e rifugiati sulle sue sponde. Europol ha inviato in Italia una squadra di esperti per aiutare le autorità di contrasto nazionali ad individuare eventuali trafficanti di esseri umani tra i migranti in posizione irregolare entrati nel territorio italiano. Gli Stati membri più esposti al crescente flusso di rifugiati e migranti in posizione irregolare hanno inoltre ricevuto assistenza finanziaria, ricorda la Commissione europea. (Inform)

 

 


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