RASSEGNA STAMPA
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Margherita Boniver: “L'Italia mantiene alta la guardia”
ROMA - «La cattura di Bin Laden è un evento di portata mondiale. Ma la fine del leader di Al Qaeda comporta anche dei rischi». L'attenzione è massima in tutti i paesi dove sono presenti interessi americani e occidentali. «Ma l'Italia è già pronta a fronteggiare questo rischio», spiega alla Discussione Margherita Boniver, presidente del comitato Schengen.
Come ci stiamo preparando a fronteggiare il
rischio di una vendetta del terrorismo islamico?
«Le nostre autorità di intelligence stanno mantenendo la vigilanza molto alta e lo stesso facciamo sulla rete delle nostre ambasciate. Abbiamo rafforzato le misure di sicurezza si tutti quegli obiettivi ritenuti sensibili sia in Italia che all'estero».
Lei conosce molto bene i complessi legami tra
Usa e Pakistan nella lotta al terrorismo. Cosa rivela, a proposito, il successo
dell'azione americana?
«Sono rapporti complessi quelli tra Washington e Islamabad. Un legame molto travagliato. Ma La missione che ha portato alla cattura del leader di Al Qaeda non sarebbe stata possibile senza la collaborazione dei militari, in particola dei potentissimi servizi segreti (Isi, ndr)».
Quindi c'era un accordo con i pakistani?
«Credo di sì. I militari esercitano un enome influenza, anche oltre i loro confini. Tutte le volte che mi sono recata a Kabul come Sottosegretario alla Farnesina, Islamabad era una tappa obbligata per definire la strategia per l'Afghanistan».
Ma la cattura dello “sceicco del terrore” ha
solo una valenza simbolica?
«Non direi. L'intensità delle azioni terroristiche di Al Qaeda stava già scemando e perdendo intensità da qualche anno. Spero che diventi ancora più debole dopo il blitz in Pakistan».
Cosa può dirci sul “giallo” della salma?
«Ho qualche dubbio sulla procedura seguita. Credo proprio che gli americani fossero già in possesso del DNA di Bin Laden. Staremo a vedere».
Dobbiamo temere un colpo di coda di Al Qaeda?
«Dobbiamo
continuare a mantenere alta la guardia. Non dobbiamo dimenticare che Bin Laden
era un simbolo e non solo per estremisti e salafiti. In molti suk del mondo
arabo è facilissimo vedere campeggiare la sua immagine». (
Inform