ASSOCIAZIONI
Riforma
Comites e CGIE
Intervista a Rino Giuliani vice presidente
dell’Istituto Fernando Santi
ROMA - Sulla controversa questione della riforma di Comites e CGIE (v.
La bozza
Tofani sta proseguendo il suo iter al Senato. Tra i senatori è evidente l’esistenza
di una estesa maggioranza di fatto in grado di garantirne l’arrivo in porto.
Inascoltato è il generalizzato dissenso dell’articolato mondo degli italiani
all’estero. L’associazionismo nella riforma di Comites e Cgie è oggi inutile perché superato e
conservatore.?
Dal governo ce
lo aspettavamo: coerente nelle parole e nei fatti . L’emigrazione fino ad allora
conosciuta non interessava, era il vecchio rispetto al nuovo che avanza. Il
sottosegretario Mantica lo ha detto sin dalle sue primissime di
Rispetto a due anni or sono la novità di queste ore è l’invito rivolto dalla commissione consultiva del P.D. per l’emigrazione a tutti i partiti di opposizione a votare contro la bozza Tofani “qualora non venga significativamente modificata”. In quale misura essa debba essere modificata per potersi definire “significativamente modificata” non è dato sapere. Sarebbe meglio che la precisazione venisse fatta dalla Segreteria del partito e resa nota ai presidenti dei gruppi parlamentari.
I 35
articoli della bozza Tofani rappresentano
il punto d’arrivo di un percorso avviato da tempo. Quali potrebbero essere
le modifiche significative che
ne consentirebbero lo “sdoganamento” ed
il passaggio alla discussione nell’altro ramo del Parlamento.?
E’ il punto di partenza, la premessa, che è speciosa e strumentale. Nell’iniziale ddl.1478/2009 i senatori presentatori Tofani e Bevilacqua legittimano la loro proposta come atto obbligatorio conseguente alla elezione dei 18 parlamentari dell’estero. I due senatori scrivono, senza alcuna dimostrazione dell’assunto, a premessa del testo, che. “da questo storico riconoscimento e` derivata tuttavia una profonda modifica di tutto l’assetto della rappresentanza degli italiani all’estero”. La conseguenza del riconoscimento ai cittadini della “possibilità` di esprimere un proprio voto politico diretto” avrebbe condotto al drastico ridimensionamento dell’associazionismo ieri fondamentale rappresentanza delle nostre comunità ma già, l’altro ieri, scrivono, meno rappresentativo da quando “ il legislatore nazionale ha istituito degli organismi di vera e propria rappresentanza degli italiani all’estero”: Comitati dell’emigrazione italiana, poi Comites, ed il CGIE “ con finalità prettamente politiche”.
Pur nella innovazione conseguente alla modifica costituzionale, c’è da osservare che il parlamentare eletto non ha vincolo di mandato ed in senso stretto non ha una rappresentanza diretta delegata . L’avvenuta “rappresentanza perfetta” a suo tempo affermata dai partiti di maggioranza e di opposizione è una mera affermazione non corrispondente al vero come non è vero che la volontà del legislatore abbia attribuito al CGIE oltre al ruolo consultivo finalità giuridicamente inesistenti “prettamente (sic) politiche”. A questo va aggiunto che le associazioni erano e sono restate rappresentative e che i Comites non si sono spogliati della loro rappresentanza e rappresentatività con l’arrivo nei gruppi parlamentari di nuovi eletti dalla circoscrizione esteri. L’articolato, nel dettaglio, evidenza incongruenze, già messe in evidenza da molti, nella definizione dei compiti di Comites e CGIE, nelle procedure e nel funzionamento. La toppa che si vuole mettere appare peggiore del buco. Una ripartenza su basi nuove e diverse che muova dal dato di realtà anziché da indimostrate ideologiche premesse sarebbe una seconda occasione che le forze politiche dovrebbero cogliere.
In concreto
cosa si dovrebbe fare per un provvedimento
che l’opposizione da un lato bolla
con giudizi durissimi mentre dall’altro
propone che si cambi con nuovi emendamenti al testo?
Ricette preconfezionate
non servono. Nel dettaglio delle soluzioni tecniche le associazioni sono in
grado di entrare nel merito sapendo come ovviare alle distorsioni del voto all’estero,
alla partitizzazione di Comites e CGIE, alla contrazione della libera scelta
e della partecipazione, conseguenti alla adozione di sistemi maggioritari
oggi attivi in Italia, ai danni conseguenti alla introduzione di sistemi organizzativi
che comportino l’instaurarsi del populismo. Associazioni, CGIE , Comites Consulte
regionali dell’emigrazione hanno da tempo detto no alla bozza Tofani richiedendo
una proposta diversa imperniata su principi fondanti oggettivamente non
negoziabili o mediabili con quelli di
L’associazionismo con le sue idee deve incontrarsi con ognuna delle forze politiche e confrontarsi con esse sul merito e sui principi fondanti una riforma di Comites e CGIE che va fatta ma che non può essere quella che va bene ai senatori Mantica e Micheloni. Va anche ripensata tutta la vicenda del voto all’estero alla luce non solo di come si è arrivati al voto ma anche di come si arriva ad essere candidati..
Questo mondo degli
italiani all’estero aprioristicamente non attribuibile alle forze di governo
o a quelle di opposizione ancora oggi ,quando i buoi sembrano scappati e ci
si affanna a chiudere le stalle, si domanda come i partiti conciliano le di