INFORM - N. 83 - 29 aprile 2011


CINEMA

Ciclo di film promosso da Istituto Italiano di Cultura e Società Dante Alighieri

“Le identità multiple degli italiani” a Bruxelles

 

BRUXELLES – L’Istituto Italiano di Cultura e la Società Dante Alighieri-Comitato di Bruxelles in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia promuovono un ciclo di film dal titolo “Le identità multiple degli italiani”, a cura della professoressa Beatrice Barbalato

Le proiezioni , ad ingresso libero, si terranno nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura (38, rue de Livourne)  nei giorni 4, 10, 17, 24, maggio alle ore 19. I film: “Ma che storia” di Gianfranco Pannone, mercoledì 4 maggio;  “Siamo donne” (film collettivo), martedì 10 maggio; “L’orchestra di Piazza Vittorio” di Agostino Ferrente, martedì 17 maggio; “Dreaming by numbers” di Anna Bucchetti, martedì 24 maggio.

“Ma che storia” (2010) primo film ad essere proiettato (sottotitoli in francese), racconta gioie e dolori del popolo intorno all’Unità d’Italia e rappresenta l’Italia all’estero in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La proizione sarà preceduta da una presentazione dell’autore e da un’introduzione di Hugues Le Paige (giornalista, regista, produttore).

Ma che Storia… , presentato all’ultima edizione del Festival di Venezia e premiato come miglior film documentario al Festival del Cine italiano di Madrid, è prodotto e distribuito da Cinecittà Luce,  in collaborazione con Produzione Straordinaria. Dopo essere stato presentato in numerose città italiane, è appena uscito in dvd nelle librerie e videoteche italiane.

Il ciclo sulle identità degli italiani comincia con un film che fa da ponte al precedente ciclo filmico sul Risorgimento,  e racconta della percezione che oggi si ha del passato e dell’italianità

Il Risorgimento non è solo una storia di ieri, il processo di unificazione italiana investe l’attualità  di un paese ad identità multiple. Mazzini, Garibaldi, Cavour sono nomi che ancora costituiscono il faro di una paternità nazionale  non sempre accettata serenamente.

L’epopea risorgimentale è stata  in più occasioni rivisitata criticamente durante il XX secolo.

Fra intellettuali e popolo, fra il potere e il popolo si è perpetuato un distacco che ha messo spesso in crisi la condivisione di un sentimento nazionale. “E poi, un popolo di contadini e pastori quello italiano del primo novecento, - come dice Gianfranco Pannone – che è stato  via via cancellato dalle ideologie e da un’ansia del “nuovo”, che hanno finito con l’emarginare tradizioni, consuetudini, affetti”.

Ma che storia, attraverso brani filmici tratti dal prezioso Archivio Luce, le musiche popolari dal Nord, dal Centro e dal Sud Italia selezionate da Ambrogio Sparagna e i testi di importanti scrittori e intellettuali (da Leopardi ad Arbasino, passando per Piovene. Zabattini, Bobbio), questi ultimi accompagnati dal repertorio musicale verdiano, fa rivivere nell’attualità i diversi volti degli italiani, volti che oggi sembrano essere antropologicamente scomparsi.  (Inform)

 

 

 


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