CINEMA
Ciclo di film promosso da Istituto Italiano di Cultura e Società Dante Alighieri
“Le identità multiple degli italiani” a Bruxelles
BRUXELLES – L’Istituto Italiano di Cultura e
Le proiezioni , ad ingresso libero, si terranno nella
sede dell’Istituto Italiano di Cultura (38, rue de Livourne)
nei giorni 4, 10, 17, 24, maggio alle ore 19. I film: “Ma che storia” di Gianfranco
Pannone, mercoledì 4 maggio; “Siamo donne” (film
collettivo), martedì 10 maggio; “L’orchestra di Piazza Vittorio” di Agostino
Ferrente, martedì 17 maggio; “Dreaming by numbers”
di Anna Bucchetti, martedì 24 maggio.
“Ma che storia” (2010) primo film ad essere proiettato
(sottotitoli in francese), racconta gioie e dolori del popolo intorno all’Unità
d’Italia e rappresenta l’Italia all’estero in occasione dei 150 anni dell’Unità
d’Italia. La proizione sarà preceduta da una presentazione
dell’autore e da un’introduzione di Hugues Le Paige
(giornalista, regista, produttore).
Ma che Storia… , presentato
all’ultima edizione del Festival di Venezia e premiato come miglior film documentario
al Festival del Cine italiano di Madrid, è prodotto e distribuito da Cinecittà
Luce, in collaborazione con Produzione Straordinaria. Dopo essere stato
presentato in numerose città italiane, è appena uscito in dvd nelle librerie
e videoteche italiane.
Il ciclo sulle identità degli italiani comincia con un
film che fa da ponte al precedente ciclo filmico sul Risorgimento, e racconta
della percezione che oggi si ha del passato e dell’italianità
Il Risorgimento non è solo una storia di ieri, il processo
di unificazione italiana investe l’attualità di un paese ad identità multiple.
Mazzini, Garibaldi, Cavour sono nomi che ancora costituiscono il faro di una
paternità nazionale non sempre accettata serenamente.
L’epopea risorgimentale è stata in più occasioni
rivisitata criticamente durante il XX secolo.
Fra intellettuali e popolo, fra il potere e il popolo
si è perpetuato un distacco che ha messo spesso in crisi la condivisione di
un sentimento nazionale. “E poi, un popolo di contadini e pastori quello italiano
del primo novecento, - come dice Gianfranco Pannone
– che è stato via via cancellato dalle ideologie
e da un’ansia del “nuovo”, che hanno finito con l’emarginare tradizioni, consuetudini,
affetti”.
Ma che storia, attraverso brani filmici tratti dal prezioso
Archivio Luce, le musiche popolari dal Nord, dal Centro e dal Sud Italia selezionate
da Ambrogio Sparagna e i testi di importanti scrittori
e intellettuali (da Leopardi ad Arbasino, passando per Piovene. Zabattini,
Bobbio), questi ultimi accompagnati dal repertorio musicale verdiano, fa rivivere
nell’attualità i diversi volti degli italiani, volti che oggi sembrano essere
antropologicamente scomparsi. (