FRONTALIERI
A Varese un incontro sulle problematiche dei lavoratori
nel Canton Ticino
I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil auspicano
maggiore attenzione per la tutela dei frontalieri italiani e chiedono un
incontro con il prefetto di Varese
VARESE – Alla Camera del lavoro di Varese, ieri mattina, i rappresentanti sindacali dei lavoratori frontalieri italiani in loco Paolo Lenna (Cgil), Osvaldo Caro (Cisl) e Marco Molteni (Uil) hanno discusso delle complesse problematiche che riguardano questa categoria di lavoratori, stimati in Ticino in circa 50 mila (16 mila residenti proprio nell’area di Varese).
Temi su cui si
intende richiamare l’attenzione delle istituzioni italiane sono
Tra i punti soggetti all’attenzione dei sindacati anche la doppia imposizione, il riconoscimento dei titoli di studio e il mercato transfrontaliero che riguarda, oltre ai lavoratori dipendenti, professionisti e piccole imprese.
I rappresentanti
sindacali temono che il succedersi di campagne xenofobe messe in atto negli
ultimi mesi nel Canton Ticino possano contribuire alla messa in discussione
dei contenuti della Convenzione tra Italia e Svizzera, minando i diritti dei
frontalieri che lavorano quotidianamente in loco. Si tratta invece di lavoratori
che
A Varese le sigle
sindacali hanno sollecitato un impegno più deciso da parte dei comuni di frontiera
rispetto alle problematiche del frontalierato, che essi conoscono più da vicino.
Nel corso della mattinata è stato inoltre chiesto un incontro con il prefetto
di Varese, Simonetta Vicari. (