INFORM - N. 83 - 29 aprile 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

In aula il dibattito sul “Documento di economia e finanza 2011”

Franco Narducci (Pd) ha espresso contrarietà per i tagli e ha rilanciato il ruolo e il valore delle collettività all’estero per la promozione del sistema Italia nel mondo

 

ROMA – Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, vice presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, è intervenuto ieri in aula, nel corso del dibattito sul “Documento di economia e finanza 2011”, per rimarcare la sua contrarietà alla manovra economica contenuta in esso e richiamare ruolo e valore delle comunità italiane residenti all’estero ai fini della promozione del sistema Italia nel quadro complessivo dell’internazionalizzazione.

Dopo aver sottolineato come l’economia mondiale, dopo un consistente calo, abbia fatto registrare nel 2010 un tasso di crescita del PIL del 4,8%, grazie anche all’incremento di 12 punti percentuali del commercio mondiale, Narducci ha ribadito la necessità che i provvedimenti del governo tengano contro della “proiezione internazionale dell’Italia”. “Solo così il Paese potrà tornare a crescere e ad essere un Paese competitivo – egli ha aggiunto, sottolineando a questo proposito “il ruolo storicamente svolto dalle comunità italiane nel mondo sino ad oggi e il possibile ruolo che, in prospettiva, esse potranno avere in un contesto globalizzato e competitivo, dove altri Paesi considerano le proprie comunità come vere e proprie teste di ponte per allargare la propria influenza e volgere a proprio vantaggio il libero commercio”. L’esponente democratico ha poi citato come caso esemplare di questa strategia la Germania.

“Credo che per aumentare la competitività del nostro Sistema Paese bisogna tenere in debito conto le nostre comunità italiane all’estero: milioni di cittadini italiani e 60 milioni di origine italiana, dove ritroviamo il portato della cultura italiana, che contribuisce al successo del made in Italy nel mondo. Sappiamo bene – ha aggiunto Narducci - che il successo del made in Italy, e quindi anche di una parte consistente della nostra crescita economica, è legato alla capacità di valorizzare in termini di rete la ricchezza costituita dalle nostre comunità all’estero e il metabrand italiano nel mondo, quale incarnazione dell’immagine del vivere italiano nella percezione dei cittadini stranieri”.

L’esponente democratico ha richiamato dunque la necessità di “riqualificare gli sforzi indirizzati alla formazione del Sistema Italia con le sue caratteristiche culturali, linguistiche e imprenditive”, sollecitando “un’inversione di tendenza rispetto ai tagli continui perpetrati ai danni del ministero degli Affari esteri e delle politiche per gli italiani nel mondo”.

Per far fronte alle difficoltà di penetrazione commerciale riscontrate dalle imprese italiane all’estero Narducci ha suggerito di sfruttare al meglio “le nostre strutture all’estero, oltre che i singoli cittadini italiani nel mondo, espressione di un’Italia più ampia, anche oltre i confini nazionali - ha detto, - che manifesta grande attaccamento all’Italia, come dimostrano anche le iniziative per i festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario dell’Unità”.

“Mentre molti Paesi, sia europei che di nuova proiezione sullo scenario internazionale, - ha aggiunto l’esponente democratico - investono nella ridefinizione di nuove strategie di smart power noi facciamo i conti con la chiusura delle nostre rappresentanze consolari all’estero e dei nostri istituti di cultura. Il tutto avviene mentre è iniziata una nuova battaglia per la presenza culturale nello scenario globalizzato, una battaglia che il nostro Paese non può perdere. Sarebbe un grave peccato ed un irreparabile errore di politica economica”.

Tra le misure urgenti da adottare, Narducci segnala “l’adeguamento delle politiche industriali e della ricerca agli scenari che si sono venuti a creare con il successo commerciale delle economie dell’Asia orientale che crescono offrendo una abbondanza di lavoro, anche qualificatissimo, a basso costo” e interventi “per ridurre il deficit storico italiano di ricerca e innovazione, che condiziona negativamente la crescita economica e la produttività italiane anche e soprattutto, nella  prospettiva della competizione globale”.

Narducci ha concluso il suo intervento rigettando anche “ogni ulteriore taglio, ogni ulteriore manovra di smantellamento delle strutture italiane all’estero, costruite faticosamente e che questo governo ha messo in ginocchio con interventi chirurgici fin dal suo insediamento nel 2008”. (Inform)

 


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