LINGUA E CULTURA ITALIANA
Nepal e India:
L’Europa intanto non rimane a guardare:
nuovi Comitati della “Dante”anche in Austria, Regno Unito e Serbia
ROMA - Che l’interesse per la nostra lingua e la nostra cultura fosse in costante e continuo aumento c’erano pochi dubbi, ma le richieste giunte in quest’ultimo periodo dal cuore del continente asiatico - e in particolare da Nepal e India - costituiscono una svolta storica nei rapporti culturali e linguistici di questi due Paesi con l’Italia.
Capitale del Nepal dal 1798, Kathmandu è divenuta dagli anni Sessanta una meta molto popolare per turisti occidentali con una crescita di popolazione stimata al ritmo di oltre 150 mila unità all’anno; il suo centro storico è stato inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Lo studio della lingua italiana potrebbe costituire un ulteriore motivo di rafforzamento dei legami con la cultura occidentale.
Con una popolazione di circa 14 milioni di abitanti, Mumbai è la seconda città più popolosa del mondo dopo Delhi; capitale commerciale e dell’intrattenimento dell’India, Mumbai genera il 5% del PIL del Paese, il 25% della produzione industriale, il 40% del commercio marittimo e il 70% delle transazioni di capitali dell’economia indiana. Dati notevoli in cui ben si inserisce la domanda di italiano in un contesto di collaborazione politica e culturale con il nostro Paese.
Se l’Asia sorride all’italiano, non è da meno il Vecchio continente: la “Dante” ha aperto nuove sedi anche in Europa e in particolare in Austria, Regno Unito e Serbia.
In Austria
Nella patria dell’inglese è Cambridge - sede di una tra le università più antiche del mondo - a parlare italiano grazie all’impegno di Giulia Portuese-Williams, Presidente della “Dante” locale, che ha già previsto collaborazioni culturali e linguistiche con il prestigioso Ateneo e un fitto programma di iniziative per il 150°.
In Serbia, infine,
la “Dante” apre la propria terza sede a Sabac, nel nord ovest del Paese. Miroljub
Nikolic è il Presidente del neocostituito Comitato, che opera in un’area particolarmente
sensibile al multiculturalismo e all’insegnamento/apprendimento della lingua
italiana. (