INCONTRI
Organizzato
dal circolo “Maurizio Valenzi”
A Tunisi, “Paesi in cambiamento. Gente in movimento”
Domani, presso l’Istituto Dante Alighieri, il documentario
“L’inferno di Ras el Jdhir” seguito da un dibattito. Il deputato Marco Fedi
(Pd) non potrà essere presente e invia una nota
TUNISI – Il circolo
del Partito democratico di Tunisi “Maurizio Valenzi” organizza domani, venerdì
29 aprile, presso l’Istituto Dante Alighieri in loco (Avenue de
Alla proiezione del documentario “L’inferno di Ras el Jdhir”, realizzato da Marino Alberto Zecchini, seguirà un dibattito con l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Piero Benassi, Tarek Chaabouni, membro del Comitato politico di Ettajdid, Giacomo Filibeck, responsabile del pd per il Nord Africa e il Medio Oriente, Francesco Carella della sede tunisina dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, Lakhdar Ellala, responsabile dell’associazione dei tunisini in Francia e Nico Stumpo, responsabile dell’organizzazione del Pd.
Invitato a partecipare, Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, non potrà essere presente. Ha inviato però una nota in cui sottolinea la rilevanza dell’incontro che pone l’accento su due temi “legati in modo indissolubile – scrive – come l’evoluzione della storia, il modificarsi, a volte anche rapido ed inaspettato, della vita di nazioni e popoli, e il movimento delle persone nel mondo, le migrazioni”.
“In un mondo che apprezza sempre meno il significato profondo di questo legame, si aggiunge un terzo aspetto, che supera anche le crisi politiche e sociali delle nazioni e dei continenti, che supera anche l’evoluzione della storia, che riguarda la voglia di riscatto dell’emigrazione, la speranza di futuro, il sogno di opportunità, il desiderio di emancipazione, tipico degli emigranti, di tutti gli emigranti. Non c’è emigrazione – scrive Fedi - senza speranza e desiderio di riscatto”.
“I Paesi e i governi
che non riconoscono questa legittima aspirazione dei migranti, che ne strumentalizzano
gli sbarchi o gli arrivi con l’obiettivo di instaurare una perversa logica della
paura o che ritardano l’azione politica di coordinamento e quella umanitaria
della solidarietà, rischiano di commettere un crimine contro l’umanità. Per
questa ragione – aggiunge l’esponente democratico - debbono prevalere solidarietà
ed umanità, insieme alle scelte politiche di Paesi che si riconoscono in un
comune progetto di integrazione europea. Il ruolo dell’Italia, con tutte le
difficoltà e le resistenze, dovrebbe essere anche questo in senso all’Unione
degli europei”. (