LIBIA
Audizione presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato
Frattini, azioni mirate naturale sviluppo delle linea
italiana
ROMA - La decisione dell'Italia di azioni aeree mirate
in Libia rappresenta "il naturale sviluppo" della linea perseguita
già da marzo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in audizione
presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Il ministro ha spiegato che, "esclusa l'azione di
terra, o colpiamo con singole azioni aeree mirate i carri armati di Gheddafi
o lasciamo consapevolmente uccidere civili a centinaia o forse a migliaia. Ecco
perché non possiamo tirarci indietro", perché la situazione in Libia è
di una "emergenza umanitaria di proporzioni gravi e crescenti". Inoltre,
ha ricordato, oltre agli alleati e alla Nato sono stati i rappresentanti del
Consiglio nazionale transitorio di Bengasi ad "invocare con forza e insistenza
un sostegno anche militarmente più flessibile da parte dell'Italia".
La "maggiore pressione" nei confronti di Gheddafi,
secondo Frattini, avrà anche un altro importante effetto, e cioè che sarà "più
difficile per il regime organizzare flussi di profughi verso l'Europa come mezzo
di rappresaglia". "Come tutti sapete - ha aggiunto - il Cnt
di Bengasi ci ha indicato come e dove il regime tenta di organizzare questo
orribile traffico e si è impegnato fermamente a bloccare l'immigrazione proveniente
dalle loro coste".
Il ministro della Difesa Ignazio
Per quanto riguarda le iniziative diplomatiche italiane,
Frattini ha annunciato che domani incontrerà a Roma l'inviato delle Nazioni
Unite in Libia, Abdelilah al Khatib ed ha ribadito che "il coordinamento delle iniziative
di mediazione" con il regime libico "deve far capo all'Onu".
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