INFORM - N. 81 - 27 aprile 2011


LIBIA

Audizione presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato

Frattini, azioni mirate naturale sviluppo delle linea italiana

La Russa, l'impiego delle nostre forze aeree sarà nel pieno rispetto della Risoluzione 1973 dell'Onu

 

ROMA - La decisione dell'Italia di azioni aeree mirate in Libia rappresenta "il naturale sviluppo" della linea perseguita già da marzo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in audizione presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Il ministro ha spiegato che, "esclusa l'azione di terra, o colpiamo con singole azioni aeree mirate i carri armati di Gheddafi o lasciamo consapevolmente uccidere civili a centinaia o forse a migliaia. Ecco perché non possiamo tirarci indietro", perché la situazione in Libia è di una "emergenza umanitaria di proporzioni gravi e crescenti". Inoltre, ha ricordato, oltre agli alleati e alla Nato sono stati i rappresentanti del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi ad "invocare con forza e insistenza un sostegno anche militarmente più flessibile da parte dell'Italia".

La "maggiore pressione" nei confronti di Gheddafi, secondo Frattini, avrà anche un altro importante effetto, e cioè che sarà "più difficile per il regime organizzare flussi di profughi verso l'Europa come mezzo di rappresaglia". "Come tutti sapete - ha aggiunto - il Cnt di Bengasi ci ha indicato come e dove il regime tenta di organizzare questo orribile traffico e si è impegnato fermamente a bloccare l'immigrazione proveniente dalle loro coste".

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha poi chiarito che "l'impiego delle nostre forze aeree sarà nel pieno rispetto della Risoluzione 1973 dell'Onu e l'ingaggio degli obiettivi avverrà con sistemi d'arma di alta precisione, al fine di evitare ogni danno collaterale".

Per quanto riguarda le iniziative diplomatiche italiane, Frattini ha annunciato che domani incontrerà a Roma l'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Abdelilah al Khatib ed ha ribadito che "il coordinamento delle iniziative di mediazione" con il regime libico "deve far capo all'Onu". (Inform)

 

 


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