INFORM - N. 81 - 27 aprile 2011


SOCIETA’

Dalla Fondazione Italia – Usa e dalla Loyola University di Chicago

Presentata a Roma l’indagine “L’Italia secondo i giovani americani”

Persiste fra gli studenti statunitensi, sempre più consapevoli della realtà italiana,  l’interesse per, la qualità della vita, la cultura e il cibo del nostro paese

 

ROMA – Si è svolta a Roma, presso la Sala Mappamondo di Montecitorio,  la presentazione del sondaggio, realizzato dalla Fondazione Italia – Usa in collaborazione con la Loyola University di Chicago, dal titolo “L’Italia secondo i giovani americani”. Dall’indagine, svolta su un campione di studenti americani, è emerso come, nonostante il 55% degli intervistati abbia avuto modo di visitare l’Italia, il 57% dei ragazzi siano convinti del fatto che il nostro paese non faccia abbastanza per promuovere la sua immagine negli Stati Uniti. Secondo la ricerca i giovani americani sono in primo luogo attratti dallo stile di vita italiano, (36,80%), dalla diversità culturale del nostro paese (21,93%)  e dal nostro cibo di qualità (18,22%).  Per gli intervistati inoltre i principali elementi che frenano il turismo dagli Stati Uniti verso l’Italia andrebbero ricercati nella crisi economica americana  (63.94%) nel cambio svantaggioso del dollaro nei confronti dell’Euro (15.61%) e nel rischio terrorismo in Europa (5.76%).  Nonostante questi svantaggi però l’88,10% dei giovani interpellati hanno manifestato la loro disponibilità a trasferirsi in Europa nel caso di una concreta e importante opportunità di lavoro Fra i paesi segnalati come meta preferita di un’eventuale trasferimento dagli Stati Uniti,  l’Italia, con il 23, 23% dei consensi , è seconda solo dal Regno Unito che ottiene il 26.21% . Al terzo posto di questa particolare classifica troviamo l’Australia (12,8%).      

Gli intervistati appaiono inoltre consapevoli dell’importanza dell’Europa sia per l’economia globale (79.74%), sia per la politica internazionale (oltre l’80%). Dal 71,75% dei ragazzi il Regno Unito viene infine considerato come il migliore alleato degli Stati Uniti. Più indietro l’Italia che in questo ambito viene preceduta da Francia e Germania.

Durante la presentazione a Montecitorio, moderata dal direttore di Agence Europe Giampiero Gramaglia, il presidente Fondazione Italia Usa Rocco Ghirlanda  ha sottolineato la necessità di lavorare per dare una cadenza  annuale a questa indagine, in modo da poter approfondire le tematiche alla base della forte amicizia che unisce il popolo italiano a quello statunitense. Ghirlanda ha anche evidenziato come dalla ricerca emerga in tutta la sua chiarezza la centralità dei media nella formazione della percezione che gli americani hanno del nostro paese.

Emilio Iodice, direttore del John Felice Rome Center – Loyola University Chicago, ha segnalato come l’indagine mostri un affievolimento degli stereotipi negativi sugli italiani che per anni sono stati recepiti dagli americani. “Un genitore americano prima di mandare i figli a studiare da  noi – ha spiegato Iodice – non ritiene prioritario il problema della Mafia, ma si informa sui costi dell’Euro, sugli aspetti culturali, sul tipo di cibo e poi infine sulla questione della sicurezza”.

Secondo Moreno Marinozzi, responsabile esteri di SkyTg24, dal sondaggio, che supera i classici stereotipi sull’Italia, viene fuori  l’immagine di un paese articolato che sta attraversando una fase storica complicata e il quadro un’opinione pubblica americana non chiusa su se stessa che, nonostante il dramma dell’11 settembre, appare aperta verso gli altri paesi e consapevole della realtà italiana.

La giornalista della Associated Press Alessandra Rizzo ha posto in evidenza come in America sopravvivano sia gli stereotipi positivi relativi all’Italia, il nostro paese viene visto come la patria del bello, del cibo e della cultura, sia quelli negativi connessi alla criminalità organizzata. Secondo la Rizzo di grande interesse per gli americani rimangono le storie sul Papa e le vicissitudini politiche di Silvio Berlusconi.

Dal canto suo il giornalista dell’Ansa Enzo Quaratino ha sottolineato come spesso i media finiscano per distorcere anche involontariamente la realtà italiana, ad esempio per quanto riguarda la sicurezza nel nostro paese, con danni inevitabili per il turismo. Alla luce di ciò, secondo Quarantino, sarebbe opportuno, al fine di favorire la venuta dei turisti stranieri in Italia, affrontare con determinazione la questione sicurezza e far conoscere, attraverso opportune iniziative informative e promozionali, le incredibili potenzialità turistiche dei nostri territori.

L’esigenza di migliorare l’immagine dell’Italia all’estero è stata sostenuta anche da Ruggero Po di Radio1 Rai, che ha comunque segnalato come già  oggi negli Stati Uniti vi sia una maggiore consapevolezza della realtà italiana. Un contesto artistico e paesaggistico molto abito dai turisti stranieri, quello del nostro paese, che, per il giornalista radiofonico, potrebbe essere migliorato soprattutto per quanto concerne la organizzazione delle città d’arte. (Gofredo Morgia – Inform)  

 

 


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