INFORM - N. 81 - 27 aprile 2011


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana”, 27.4.2011

Ricordato in Piazza Italia il Giorno della Liberazione

Lunedì 25 aprile è stato celebrato a Buenos Aires il 66esimo anniversario del Giorno della Liberazione

 

BUENOS AIRES - All’appuntamento che da 30 anni si svolge in Piazza Italia, e che in questa occasione è stato organizzato dal Consolato generale d’Italia a Buenos Aires, dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dalla Federazione Volontari della Libertà e dalla Mutualità Italiana Ex Combattenti, erano presenti il Console generale Giuseppe Scognamiglio; l’addetto agli Affari sociali dell’Ambasciata d’Italia Marcello Apicella; il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Giuliana Dal Piaz; il Primo Maresciallo Luogotenente Antonio Gialugo dell’Ufficio degli Addetti per la Difesa; la presidente del Comites di Buenos Aires Graziella Laino; il presidente della Mutualità Italiana Ex-Combattenti Antonio Turtora; Fernando Caretti presidente della Sezione Argentina dell’Associazione Nazionale Alpini; il vicepresidente di FEDIBA Dario Signorini, rappresentanti di FEDITALIA e di diverse associazioni combattentistiche e della collettività (tra gli altri, il presidente dell’AIMI Carmelo Menza, il presidente dell’Associazione Calabrese Antonio Ferraiuolo, il presidente dell’RLA Luigi Provenzani) così come della Felci, presente col suo presidente Giuseppe Bianco e un grande stendardo. Presenti inoltre Luigi Zanon, il più anziano tra i partigiani italiani residenti in Argentina e i responsabili del Patronato Inas, Micaela Bracco e del Patronato Inca Antonio Bruzzese, che, come FEDIBA e FEDITALIA, hanno dato la loro adesione alla manifestazione. Presenti anche la consulente della Direzione di Rapporti con le Comunità del Governo della Città Irma Rizzuti, e i consiglieri del Comites di Buenos Aires Liliana Brusca e Antonio Morello.

Dopo gli inni nazionali, autorità e dirigenti si sono avvicinati alle numerose corone disposte ai piedi del monumento di Giuseppe Garibaldi, per rendere omaggio con l’esecuzione del silenzio da parte della guardia d’onore del “Regimiento de Infantería Patricios”.

Di seguito il presidente dell’ANPI dell’Argentina, Renato Zanchetta ha ricordato che da trent’anni la collettività italiana si raduna in Piazza Italia, per rendere omaggio alla memoria di tutti quelli che hanno offerto la loro vita per la liberazione d’Italia e la libertà degli italiani. Inoltre ha ringraziato quanti per tanti anni e fino ad oggi, hanno dato la loro collaboazione nell’organizzare la celebrazione della storica data, alcuni dei quali già non ci sono più.

Subito dopo il presidente della FVL Manfredo Cordero di Montezemolo ha sottolineato come, si per i festeggiamenti dei 150 anniversario dell’Unità d’Italia quanto per il 66esimo anniversario del Giorno della Liberazioni, alcuni settori tentano di denigrare ambedue le date, come se fossero state soltanto opera di alcune elites.

Montezemolo ha detto che invece l’Unità d’Italia non sarebbe stato possibile fare in soli due anni se non ci fosse stato un grande desiderio da parte di tutti gli abitanti della Penisola ed ha ricordato le memorie di un suo bisnonno che, partecipando con Garbaldi allo sbarco di Marsala in Sicilia, sottolineava la gioia degli abitanti dell’Isola, così come quella dei napoletani all’arrivo delle truppe garibaldine.

Allo stesso modo - ha continuato Montezemolo - anche il popolo italiano partecipò alla lotta contro il nazismo, accompagnando la Resistenza che fu degli italiani che lottarono per il Tricolore, così nelle guerre dell’Unità, così nella guerra della Liberazione.

Il Console generale Scognamiglio, ha cominciato le sue parole sottolineando di essere commosso per l’emotivo ambiente di Piazza Italia, per la celebrazione insieme ai presidenti dell’ANPI e della FVL, Zanchetta e Montezemolo, al coro degli Alpini e a tanti connazionali riuniti per ricordare il Giorno della Liberazione. Il dott. Scognamiglio ha invitato a ricordare il 25 Aprile come data della riaffermazione dell’identità nazionale e del suo profondo significato nazionale. Non più come divisione ma come l’eredità condivisa della guerra patriottica che fu.

Ha ricordato poi che l’Italia attuale si fonda sull’onda della Liberazione e sui suoi valori che ispirano l’impegno del nostro Paese nel mondo. Ha aggiunto che questa commemorazione lo è anche della libertà e della democrazia ed ha invitato tutti a lavorare per un Paese migliore.

Infine ha reso omaggio all’ANPI e alla FVL e ai suoi presidente che hanno mantenuto vivo lungo questi anni il significato di quei giorni.

Dopo le parole del Console generale, il coro degli Alpini ha cantato “Due Bandiere”, “Vecchio Scarpone” e “Va Pensiero”. (Tribuna Italiana/Inform)

 


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