INFORM - N. 81 - 27 aprile 2011
CONSIGLIO D’EUROPA
Conclusa a Smirne la Conferenza sul futuro
della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica: “L’avanzamento
del processo di riforma è necessario, vista anche l’esigenza di smaltire la
mole di istanze pendenti”
SMIRNE – Si sono
conclusi stamane, con l’adozione di una Dichiarazione,
i lavori della Conferenza di Smirne sul futuro della Corte Europea dei Diritti
dell’Uomo. Presieduta dal ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, in qualità
di Presidenza di turno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, vi
hanno partecipato i 47 Paesi membri dell’Organismo.
L’Italia era rappresentata
dal sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica. “Sono soddisfatto nella
misura in cui vedo che diverse proposte che avevo fatto a nome dell’Italia nel
febbraio 2010 ad Interlaken, alla Prima Conferenza sul futuro della Corte, sono
state recepite nel corso di questo primo anno di revisione - ha dichiarato
Mantica in proposito. - La
Corte Europea dei Diritti Umani sta avanzando nel suo processo
di riforma, reso necessario anche dall’esigenza di smaltire la mole delle istanze
pendenti”.
Il segretario
generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland aveva sottolineato, nel corso
dei lavori, l’ampiezza del problema, affermando che i casi oggi pendenti di
fronte alla Corte “sono circa 150.000, 30.000 in più rispetto ad
un anno fa, e 9 su 10 sono inammissibili”.
La Dichiarazione
adottata al termine della Conferenza di Smirne si popone di affrontare in chiave
operativa proprio i problemi citati, riducendo il numero di casi sollevati per
non abusare del principio di sussidiarietà della Corte rispetto alle giurisdizioni
nazionali, aumentando i casi esaminati, assicurando una migliore qualità nel
processo di selezione dei giudici e applicando le sentenze della Corte. (Inform)