ASSOCIAZIONI
Dal 27 al 29 maggio incontro associativo e convegno sulla nuova emigrazione
I giovani Trevisani nel Mondo e Bellunesi nel Mondo si
danno appuntamento a Laggio di Cadore
TREVISO - “Ruolo delle associazioni nel contesto delle
mobilità giovanili”, è questo il tema del convegno indetto dai rispettivi gruppi
giovanili (nella cui dinamica operativa sono guidati da Mario Algeo e seguiti da mons. Canuto Toso ) della Trevisani nel
Mondo e dei Bellunesi nel Mondo, che si svolgerà a Laggio
di Cadore il 29 maggio, a conclusione del tradizionale
Seminario Formativo dei quadri dirigenti.
E’ una nuova forma di emigrazione che sta gradualmente
prendendo piede , incontrando anche adeguata considerazione da parte delle
associazioni storiche del settore. Entrando , così , nel merito di un passaggio
di profonda trasformazione , con la fine di una epopea che non lascia
tanti margini alla centralità dell’uomo. E che si cerca di recuperare.
Perché ,se da una parte abbiamo le prime generazioni che difendono con
forza la propria storia, nata dalla gavetta della dura lotta per acquisire il
riscatto umano e sociale ,le cui file si assottigliano e sono sempre più in
difficoltà, ma che non dobbiamo dimenticare in quanto sono la realtà eroica
che è memoria e storia di una vita intrisa di sacrifici e coraggio.
Dall’altra abbiamo la schiera delle nuove emigrazioni , i giovani, che si muovono
per libera scelta che talvolta è “fuga” e si immette nel mercato internazionale
con preparazione adeguata e valorizzata. Anche loro inizialmente disposti a
tutto, ma invogliati da un approdo che prima o dopo intravedono conseguibile.
Loro, sono dentro ad una enclave di cultura e mentalità , che non è più quella
costruita dai genitori. Ora si cercano teste e non solo braccia. Non si parte
più con la valigia sconnessa ma con il computer sotto il braccio. Si tratta
di nuove realtà esistenziali sociali e politiche, di nuove sfide da intraprendere,
di nuovo capitolo di storia dell’emigrazione. Ma con sempre e ben chiari i valori
di riferimento. Che non sono più gli stessi. Ma che restano nella loro essenzialità
umana e valoriale.
Ecco alcuni esempi, pescati da un ventaglio di casi.
Claudia Miotto è di Castagnole e attualmente lavora
a Hong Kong presso l’azienda “ Overdistribution” con
proprietari trevisani e fa sapere che
“Grazie a questa esperienza ho ritrovato l’orgoglio di
essere italiana , avendo incontrato soprattutto trevisani che continuano a conservare
e trasmettere valori umani e cristiani esportati dai nostri paesi Ho imparato
a stare in mezzo a persone diverse da noi e scoprire la loro cultura. Me ne
accorgo mentre lavoro e vivo qui…”
Liliana Rizzardo ( del 1965
) è di Fonte, ma dopo un andirvieni per ragioni di
studio e di lavoro con l’Australia, ha finito per fermarsi a Sidney
, dopo aver sposato il compaesano Gianni e aver avuto il figlio Stefano. Costei
, a riguardo di certe mentalità localistiche , raccomanda ai genitori emigrati
in Australia di trasmettere ai figli i valori delle nostre origini, la lingua
e la cultura italo veneta.
Stefano Bertuola , originario
di Volpago, sta onorando la presenza trevisana in
Brasile . Infatti, ha trovato soddisfacente occupazione nel campo informatico
dell’alta tecnologia . Era approdato qui pensando ad una esperienza transitoria
e invece sembra avere imboccato la strada di un futuro all’altezza delle sue
qualità e aspettative. Mamma Teresa e papà Mario , sono andati a fargli
visita anche l’anno scorso.
Ricercatissimo il ramo dell’informatica. Lo conferma
anche il caso di Alberto Vedelago, di Istrana, ingegnere informatico, che è stato chiamato da Simone
Morellato di Trevignano
alla Astute Net Work di san Diego. Dopo tre anni si è successivamente trasferito
a San Francisco approdando alla Cisco, un colosso che annovera tra i propri
dipendenti ben 70.000 ingegneri .Quindi, ultimamente, è entrato tra le fila
aziendalidella famosissima Apple , che si erge imponente
nel Sillicon Valley . Non manca il lavoro. C’è persino
facoltà di scelta. Tuttavia, non passa giorno che non si metta in collegamento
via computer con papà Giuseppe e mamma Giuseppina . “ Parliamo a
lungo- ci dicono i genitori- lui ci dice le sue novità ma vuole anche sapere
le nostre: del paese e della famiglia “ .
Dalla famiglia di Ivana e Renato Masini, sempre di Istrana, i due unici figli hanno intrapreso, invece, le strade
d’Europa. Il primo . Andrea , 24 anni, vive da 7 mesi ad Amterdam( Olanda ) dove frequenta , presso l’University of Amsterdam , un corso
di laurea specialistica in “ scienze delle comunicazioni e relazioni
politiche” dopo aver conseguito la laurea di 1° livello presso l’Università
di Trieste . . Per mantenersi negli studi svolge un lavoro part-time presso
un’agenzia immobiliare di Amsterdam . Il secondo, Gianluca, anni 32, laureato
in giurisprudenza presso l’Università di Bologna . Vive da quattro anni
a Londra , dove è arrivato per uno stage all’Istituto del Commercio Estero.
Lavora stabilmente presso la sede centrale dell’azienda multinazionale “ Alliance
Boots” che opera in tutto il mondo nel settore “ ctutela
della salute” e specificamente nell’ambito farmaceutico e parafarmaceutico.
E’ in stretta collaborazione con la figura apicale dell’azienda in qualità di
“ editor information” ( che equivale all’incarico
di presentazione , relazioni e/o discorsi in occasione di convegni, congressi,
convetion. . Anche qui le telefonate-video via computer
con i genitori fioccano in continuazione. Si potrebbe continuare all’infinito.
A cominciare da Scangai dove non sono certo pochi i giovani trevisani
che vi lavorano, tanto che si sta per costituire una associazione travisano
veneta. E continuando con Claudia Cuc
*Associazione Trevisani nel Mondo