QUIRINALE
Napolitano: “L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia,
naturale sviluppo della linea fissata nel Consiglio Supremo di Difesa e confortata
da ampio consenso in Parlamento”
ROMA – “Non potevamo restare indifferenti alla sanguinaria
reazione del colonnello Gheddafi in Libia: di qui l'adesione dell'Italia al
giudizio e alle indicazioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e
quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della
NATO. L'ulteriore impegno dell'Italia in Libia, annunciato ieri sera dal presidente
del Consiglio Berlusconi, costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta
dall'Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio Supremo di
Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”.Lo
ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso dell’incontro
con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e delle
Associazioni d'Arma.
“Naturalmente - ha proseguito il capo dello Stato - sappiamo
bene come ai problemi di fondo che si pongono nei paesi dell'area africana e
mediorientale lo strumento militare non può dare l'insieme delle risposte necessarie.
La risposta di fondo anche al rischio di flussi migratori disperati e convulsi
verso le nostre sponde, sta in un fattivo, forte impegno di cooperazione allo
sviluppo dei paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo. Dobbiamo portarci
all'altezza delle nostre responsabilità come mondo più sviluppato e ricco, mostrare
lungimirante generosità, essere non solo coerenti con principi e valori di solidarietà,
ma capaci di comprendere quale sia il nostro stesso interesse guardando a un
futuro che è già cominciato”.
Per Napolitano “nulla sarebbe più miope, meschino e perdente,
del ripiegamento su sé stesso di ciascuno dei paesi membri dell'Unione Europea.
Ciascuno dei nostri paesi ha un avvenire solo se scommette sull'unità dell'Europa,
e sull'assunzione delle responsabilità che ci competono in un mondo così fortemente
cambiato e in via di cambiamento. E questo – ha concluso - è in realtà l'autentico
significato della partecipazione dell'Italia e delle sue Forze Armate alle missioni
internazionali”. (