ITALIANI ALL’ESTERO
Da “RadioEmiliaRomagna.it”
Cervelli in fuga: l’imolese Mauro Degli Esposti è il
ricercatore che classifica i Top italian scientists
BOLOGNA - Sono sempre interessanti le storie degli imolesi
all’estero che Maria Adelaide Martegani da anni raccoglie
sul sito del Nuovo Diario Messaggero, settimanale della diocesi di Imola, e
ora anche sulla pagina facebook dedicata, appunto,
agli “imolians”.
Ci ha particolarmente incuriositi la vicenda di Mauro
Degli Esposti, biochimico imolese residente a Manchester, che lo scorso 28 settembre
si trovava presso l’aula della VII commissione Cultura a Montecitorio, dov’era
stato invitato da Laura Garavini, deputata di origini
emiliane eletta nella circoscrizione estero, a partecipare all’audizione nell’anteprima
dei lavori parlamentari relativi all’esame del disegno di legge in materia di
riforma del sistema universitario.
Quanti sono e quanto pesano questi cervelli di casa nostra,
considerati tra i più produttivi al mondo, come lo stesso Degli Esposti, che
dal 2003 insegna Molecular Toxicology all’Università di Manchester in Gran Bretagna,
dopo aver lavorato a Bologna, a Melbourne e a San Diego?
Per dare una risposta a questi interrogativi il ricercatore
imolese ha redatto una ricerca dalla quale risulta che buona parte dei migliori
cervelli italiani sta all’estero, in particolare gli studiosi che hanno meno
di 55 anni. Pochi quelli che hanno potuto dare in Italia importanti contributi
alla ricerca senza dover fuggire.
L’idea di Degli Esposti di stilare assieme a Luca Boscolo, consulente informatico con esperienze internazionali,
la classifica dei migliori scienziati del nostro paese sparsi nel mondo, si
è concretizzata utilizzando un particolare sistema che si basa sull’indice "h"
di Hirsch, l’h-index, uno dei parametri più usati a livello internazionale
per valutare ricercatori e scienziati sulla base delle loro pubblicazioni e
citazioni e quindi del loro impatto nel tempo, facendo però in modo di non favorire
i più anziani: «Non esisteva nessuna analisi del genere, avevamo a disposizione
finora solo una classifica relativa alle università e un’altra sugli accademici
di fisica - spiega - I risultati dell’attuale classifica sono aperti a varie
interpretazioni». Insomma l’Italia, da sempre refrattaria a valutazioni del
suo sistema accademico, da alcuni mesi è all’avanguardia nella valutazione dei
suoi migliori scienziati grazie all’iniziativa che Degli Esposti ha promosso
all’interno della ‘Via’: la lista dei Top italian
scientists.
Su lavoce.info, un sito web
d’informazione, Mauro degli Esposti descrive il metodo e riporta la classifica
relativa ai nostri migliori cervelli nel mondo della ricerca.
Sono al momento 785 i nominativi di medici, fisici, chimici,
biologi, astrofisici, economisti, matematici, informatici ecc. Al primo posto
nella lista Carlo Croce, genetista molecolare negli Usa, al secondo Napoleone
Ferrara, catanese pure trasferito negli Stati Uniti, uno dei più brillanti scienziati
a livello mondiale in campo oncologico e vincitore quest’anno del Lasker Awards, prestigioso premio
internazionale raggiunto solo da Dulbecco e dalla Montalcini. Che la ricerca
del biologo imolese ci stia indicando il prossimo premio Nobel? «Sta ora all’Italia
creare le condizioni per far sì che il rientro in Italia abbia una reale attrattiva
per queste persone», conclude Degli Esposti, anche lui nella lista dei Top italian
scientists, come un altro famoso imolese all’estero,
il professor Pier Luigi Gambetti, neuropatologo che dirige a Cleveland, negli
Usa, il Centro di sorveglianza nazionale per le malattie da prioni ed è uno
dei massimi esperti del morbo della mucca pazza. Gambetti si colloca al 55°
posto con un alto indice ‘h’, pari a 66.
Di certo, la presentazione del lavoro del ricercatore
di casa nostra alla Camera dei deputati ha riscosso molto interesse, tanto che
l’onorevole Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura, Scienze e
Istruzione, ha chiesto a Degli Esposti di poter avere una memoria scritta del
suo lavoro. (www.radioemiliaromagna.it,
19 aprile/