Siddi (Fnsi – Cgie) sui contributi pubblici per i quotidiani
italiani all’estero
“Ad oggi sul piatto solo uno dei 5 milioni di euro stanziati
dalla legge. Chiediamo chiarezza. Il ministero dell’Economia faccia fronte agli
obblighi di legge”
ROMA - “I colpi
bassi per l’editoria non finiscono mai. Stavolta a patirne le conseguenze più
di tutti sono i quotidiani italiani all’estero, per i quali i contributi pubblici
tornano a essere in parte misteriosi”. Lo afferma Franco Siddi, segretario
generale della
“Il ripristino , - prosegue Siddi - deciso con il provvedimento ‘Milleproroghe’, della dotazione dei fondi previsti dalla legge, dopo un ingiustificato taglio del 50% avvenuto a metà dello scorso anno, non è ancora avvenuto. Il ministero dell’Economia guidato da Giulio Tremonti avrebbe, infatti, messo sul piatto solo uno dei 5 milioni di euro stanziati dalla legge. Per i sei quotidiani italiani all’estero, Corriere Canadese, America Oggi, Globo e Fiamma in Australia, Gente d’Italia e Voce d’Italia in Sudamerica, Voce del Popolo a Fiume, strumenti di informazione, cultura e lingua italiana che tengono in rete le nostre comunità fuori dal Paese e sono efficaci strumenti di identità nazionale globale, riesplodono difficoltà anche a causa del silenzio con cui fino ad ora tutto questo sta accadendo. I problemi – spiega Siddi - sono per le aziende e i lavoratori, tra questi circa 150 giornalisti italiani, poiché si va profilando un rischio di incertezza grave sulla possibilità di proseguire correttamente l’attività, assicurando lo sviluppo dei programmi concordati e la garanzia dei posti di lavoro. Sinora sono stati infatti erogati i contributi solo nella misura del 50% e l’ipotesi del saldo ad aprile del restante 50%, dopo il ripristino del “Milleproroghe”, si è improvvisamente allontanata senza alcuna ragione. Le banche, in alcuni casi, già chiedono alle aziende i rientri e minacciano di sospendere le linee di credito.
Non si può andare avanti cosi. Lo Stato non può venir meno agli obblighi di legge che sono veri e propri contratti”.
“Per