INFORM - N. 79 - 22 aprile 2011


FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA

Siddi (Fnsi – Cgie) sui contributi pubblici per i quotidiani italiani all’estero

“Ad oggi sul piatto solo uno dei 5 milioni di euro stanziati dalla legge. Chiediamo chiarezza. Il ministero dell’Economia faccia fronte agli obblighi di legge”

 

ROMA - “I colpi bassi per l’editoria non finiscono mai. Stavolta a patirne le conseguenze più di tutti sono i quotidiani italiani all’estero, per i quali i contributi pubblici tornano a essere in parte misteriosi”. Lo afferma  Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e presidente della Commissione Informazione del Cgie.

“Il ripristino , - prosegue Siddi - deciso con il provvedimento ‘Milleproroghe’,  della dotazione dei fondi previsti dalla legge, dopo un ingiustificato taglio del 50% avvenuto a metà dello scorso anno, non è ancora avvenuto. Il ministero dell’Economia guidato da Giulio Tremonti avrebbe, infatti, messo sul piatto solo uno dei 5 milioni di euro stanziati dalla legge. Per i sei quotidiani italiani all’estero, Corriere Canadese, America Oggi, Globo e Fiamma in Australia, Gente d’Italia e Voce d’Italia in Sudamerica, Voce del Popolo a Fiume, strumenti di informazione, cultura e lingua italiana che tengono in rete le nostre comunità fuori dal Paese e sono efficaci strumenti di identità nazionale globale, riesplodono difficoltà anche a causa del silenzio con cui fino ad ora tutto questo sta accadendo. I problemi – spiega Siddi - sono per le aziende e i lavoratori,  tra questi circa 150 giornalisti italiani, poiché si va profilando un rischio di incertezza grave sulla possibilità di proseguire correttamente l’attività, assicurando lo sviluppo dei programmi concordati e la garanzia dei posti di lavoro. Sinora sono stati infatti erogati i contributi solo nella misura del 50% e l’ipotesi del saldo ad aprile del restante 50%, dopo il ripristino del “Milleproroghe”, si è improvvisamente allontanata senza alcuna ragione. Le banche, in alcuni casi, già chiedono alle aziende i rientri e minacciano di sospendere le linee di credito.

Non si può andare avanti cosi. Lo Stato non può venir meno agli obblighi di legge che sono veri e propri contratti”.

“Per la Fnsi, -aggiunge Siddi - solidale con i colleghi dei giornali italiani all’estero, è l’ora di rompere il muro del silenzio sull’ennesimo mistero o tentativo di colpo di mano contro la stampa, anche per evitare che passi un’idea odiosa: quella che si possano colpire i giornali all’estero perché tanto sono lontani dal centro del potere e hanno pochi santi in Paradiso.  La Federazione della Stampa – conclude Siddi - chiede chiarezza e invita il ministero dell’Economia a far fronte agli obblighi di legge e la Presidenza del Consiglio a far sentire la sua voce di garante del ‘contratto sociale’ con la stampa e con le comunità  italiane all’estero”. (Inform)

 


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