INFORM - N. 78 - 21 aprile 2011


SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI

Dopo il terremoto dell’11 marzo

Riprese a Tokyo le attività culturali del Comitato giapponese della Dante

Grasselli: “Alcuni degli eventi previsti per le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia saranno organizzati per raccogliere fondi da destinare alle persone colpite dal sisma”

 

TOKYO – Dopo il sisma dell’11 marzo il Comitato della Società Dante Alighieri di Tokyo ha ripreso le proprie attività. “la Cultura è sinonimo di speranza per un popolo profondamente ‘innamorato’ dell’Italia” -  spiega Fabrizio Grasselli,presidente della “Dante” nipponica, durante la sua visita a Roma presso la sede della dante a Palazzo Firenze.

“Le continue scosse di assestamento ci hanno costretto a chiudere il Comitato per motivi di sicurezza. – ricorda  Grasselli - Abbiamo ripreso le attività grazie alla collaborazione di tutto il Consiglio direttivo, che ha voluto dare un messaggio chiaro agli amici giapponesi: la ‘Dante’ riapre ed è viva! Non abbiamo cancellato nessuno degli undici eventi previsti nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alcuni dei quali saranno organizzati proprio per raccogliere fondi da destinare alle persone maggiormente colpite dal sisma”. “I giapponesi amano praticamente tutto dell’Italia - prosegue il presidente della “Dante” di Tokyo -: c’è un rapporto di ‘affetto culturale’ soprattutto nelle grandi realtà urbanizzate: Osaka, Tokyo, Nagoya, Fukuoka. In tutte le grandi città si respira un amore autentico per la cultura italiana. Da esteti, i giapponesi sono innamorati soprattutto della lingua italiana, di cui apprezzano la bellezza e la musicalità. Alla ‘Dante’ di Tokyo possiamo contare su un numeroso gruppo giovanile e sul coinvolgimento di molti adulti. Questo dato di fatto la dice lunga sull’importanza della lingua e della cultura italiana per i giapponesi”.

“I giapponesi – aggiunge Grasselli - sono disposti a spendere e a investire in prodotti culturali e linguistici italiani: dall’Opera al teatro, dall’allestimento di mostre fino all’iscrizione per lo studio e la certificazione della lingua italiana. Forse una maggiore sinergia tra imprese italiane in Giappone porterebbe a risultati ancora più rilevanti”. Secondo Grasselli inoltre fra le cose che gli italiani potrebbero imparare dai giapponesi vi è la “fiducia”. “La società giapponese – spiega - si basa completamente sulla fiducia reciproca e sulla condivisione delle responsabilità. Si tenta sempre di creare un equilibrio e di non creare mai situazioni in cui qualcuno perde e qualcuno vince: c’è sempre una via di mezzo, uno straordinario senso di coesione e condivisione sociale nel bene e nel male. Questo stile di vita dona armonia alla quotidianità”. (Inform)

 


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