CGIE - COMMISSIONE AMERICA LATINA
Da
“Gente d’Italia” del 16.4.2011
Parte dal Cgie America Latina la proposta
di istituire il 14 settembre “la giornata dell’italiano all’estero”
MONTEVIDEO - Il ruolo della collettività all’estero nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, primo punto all’ordine del giorno del Cgie America Latina.
Primo a parlare il Vicesegretario, l’ingegner Francisco Nardelli, nonché portavoce della Commissione. “E’ un momento importante, soprattutto per il fatto che questa riunione si svolge in un momento storico, altamente significativo, che sono appunto i 150 anni dell’Unità d’Italia. Inclusa questa meravigliosa Montevideo, luogo che oggi ci ospita, e dove inoltre ha combattuto Garibaldi, rappresentando quegli italiani all’estero che hanno dato il loro contributo alla creazione di una Nazione”. In poche parole, l’ing. Nardelli, è riuscito a dare importanza, non solo alla ricorrenza che sta celebrando attualmente l’Italia, ma anche quella degli italiani fuori dal Paese, citando anche Mazzini, come uno dei collaboratori alla costruzione di un’Italia unita, ma soprattutto tutti quegli italiani, sicuramente meno noti, che sono stati ugualmente essenziali a riorganizzare uno Stato devastato dalle guerre.
“Partendo da questo riflessione, risulta rilevante, far uso di questa istanza per rivedere il nostro ruolo di italiani all’estero, approfittando delle celebrazioni dell’unità, per capire come affrontare la nuova tappa che s’inizierà dal prossimo anno. E a questo aspetto si ricollega il secondo tema, quello della cittadinanza, il dilemma di abbandonare lo storico ‘ius sanguinis’ a favore della ‘ius solis’, quella che sarà una delle prossime battaglie nel Parlamento Italiano”.
A questo punto, è partita la ‘prima freccia’. E’ noto che gli italiani all’estero si considerano ‘cittadini di serie b’, e questo fenomeno sembra sia rimarcato dal fatto che l’attuale Governo, non ha indetto le elezioni per il normale rinnovo dei Comites e dei CGIE, com’è stabilito invece dalla legge vigente. “Il nostro diritto, in questo modo, è stato manipolato tramite decreti di rinvio”, creando quindi alcune occhiate di dissenso sulla prima critica espressa dal Vicesegretario. Continuando sulla stessa linea, spiegando si l’importanza di aver ottenuto i Comites, il CGIE e quel 2% di voce al Parlamento, i quali però sono pochissimi per rappresentare quell’Italia fuori dai confini. Sembrava che l’ambiente si stesse surriscaldando, e invece i vari componenti dei CGIE dei Paesi latinoamericani, sono riusciti ad esprimere le loro opinioni, senza arrivare a pesanti discussioni.
La proposta più rilevante e concreta, che è emersa dal primo giro di opinioni, è stata quella di Primo Siena, del CGIE del Cile che ha cercato di definire una data da celebrare come “giornata dell’italiano all’estero”, proponendo il 14 settembre, giorno in cui Dante Alighieri morì dopo aver contratto la malaria. “Perché proprio Dante? Perché egli è il simbolo di quegli italiani fuori dal Paese. E’ colui che ha diffuso quella che poi è diventata la lingua ufficiale, è il simbolo della cultura universale italiana. E’ un personaggio attuale, che ha rappresentato quelle inquietudini che anche i nostri giovani manifestano attualmente”, sono state alcune delle sue parole per spiegare l’importanza di questa possibile celebrazione mondiale.
Molte saranno
le attività che si svolgeranno in tutta America Latina, per rendere omaggio
ai 150 dell’Unità d’Italia. Tra queste sono state citate un treno che percorrerà
Santiago de Cile con una esposizione del tricolore o le conferenze, le esposizioni
fotografiche e concerti che si realizzeranno in Messico, Venezuela ed Ecuador.
Quest’ultimo, come ha spiegato Marina Salvarezza, ha già iniziato i festeggiamenti
dall’anno scorso, con un concerto tenuto a Guayaquìl da un giovane pianista
italiano. Molte le attività quindi organizzate da Ambasciate e Consolati, nonostate
i tagli applicati alle istituzioni italiane all’estero. Ma come ha sempre affermato
Purtroppo però, non tutti i presenti sono soddisfatti dei lavori svolti dagli Ambasciatori e Consoli nei loro Paesi, o meglio dei compiti che “non svolgono”. Claudio Pieroni, CGIE Brasil, indignato del fatto che nel suo Paese si sono scordati delle celebrazioni dei 150 dell’Unità d’Italia: “Il nostro Ambasciatore si è ricordato solo del ‘momento Brasile-Italia’ che si terrà ad ottobre, che è senz’altro importante e ha come simbolo il Colosseo sovrastato dal Cristo Redentore, una bella iniziativa che però non da’ importanza al 150esimo anniversario italiano. Ormai siamo a metà aprile e se ci sarà qualche attività, sarà solo dopo ottobre. Io protesto, come consigliere del Brasile.”
Mesto e contrito l’intervento di Giacomo Canepa, del CGIE Perù: “Il 17 marzo non è stato organizzato nulla. Solo, nel privato, ho organizzato una cena con una cinquantina di persone, dove un amico caro, mi ha fatto un umile regalo al quale tengo tanto”, mostrando ai presenti una semplice scritta, con sfondo tricolore: ‘Grazie a Dio sono Italiano’.
Il momento più toccante ha fatto da cornice al discorso pronunciato da Coletta Michele, CGIE Venezuela: “Quello dell’Unità è un tema doloroso. L’Italia è a pezzi, è ancora divisa tra Nord e Sud. Lingue diverse, pensieri diversi. Come festeggiare un’unità che non esiste? Se ripenso agli ebrei che loro possedevano una Patria, ancor prima di avere uno spazio fisico.. E la difendevano col proprio sangue!”. Le sue parole hanno avuto l’effetto “silenzio” lasciando una amara verità che è stata ripresa dal Senatore Micheloni: “Il Presidente Napolitano è colui che ha reso onore a questi festeggiamenti. Dall’inizio dell’anno ha portato avanti una miriade di attività e con grande stupore la popolazione ha avuto rispetto, rispondendo numerosa”.
Forse allora,
a partire da quest’anno, gli italiani riusciranno ad essere un po’ più coscienti
sulla propria Patria, sulla propria appartenenza nazionale e che non siano solo
quelli all’estero, a considerarla come una vera e propria madre. (Letizia Baz-Gente
d’Italia/