INFORM - N. 75 - 18 aprile 2011


EVENTI

A Reinach (Basilea) per il 150° dell’Unità d’Italia

Dare un senso al Risorgimento

 

BASILEA - Il 2 aprile 2011, nell’Aumatten Schulhaus, gli alunni dei corsi di lingua e cultura italiana di Reinach (BL) hanno preparato un evento culturale per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia. Un evento che è diventato una lezione di storia per nonni, genitori e alunni.

L’occasione storica di queste celebrazioni in Italia, viene vissuta come una profonda riflessione sull’identità, o sulle identità, di un popolo. Un passaggio collettivo obbligato e necessario in un momento di grandi trasformazioni, in un mondo sempre più globalizzato ma dove di tanto in tanto, provocando grave preoccupazione, riaffiorano sentimenti nazionalistici e localismi inopportuni. Il concetto di PATRIA, che ci auguriamo possa venir fuori da questo lungo dibattito, è quello di una PATRIA LIBERA che dialoga con tante ALTRE PATRIE LIBERE e dove il risentimento xenofobo lascia spazio a una cultura della solidarietà e dell’integrazione.

Risulta essere ancora più importante per chi ha lasciato il proprio paese, ormai da tanto tempo, o per chi nel suo paese di origine non ha mai vissuto, approfittare di questa occasione per andare alla ricerca di quel punto di origine, di quella radice, di quella storia, necessarie alla costruzione di un’identità che ancora prima che collettiva riguarda l’individuo nella sua interezza. Una storia, una radice, ma direi una cultura, da confrontare e integrare con le altre culture che incontriamo e incontreremo sul nostro cammino, di oggi e di domani. Senza storia e senza memoria è molto difficile immaginarsi il futuro.

Il dibattito intorno al Risorgimento Italiano ha visto confrontarsi diverse visioni storiche e politiche, due sono emerse in maniera preponderante, quella liberale legata al pensiero di Cavour e quella sociale legata al pensiero di Gramsci. Il processo di unificazione era un processo ineludibile per dare corpo e spessore alla NAZIONE ITALIANA, ormai da troppo tempo in balia di regnanti stranieri. Sicuramente non si svolse in maniera ortodossa e nel corso degli anni diversi sono stati gli scontenti, a iniziare dai socialisti, ai cattolici, ai repubblicani, ai meridionali e oggi quelli della Lega Nord, i quali avrebbero preferito un’annessione alla Svizzera più che al meridione. Senza Risorgimento non avremmo avuto la Repubblica.

L’Italia è sempre stata un progetto di speranza da realizzare, principalmente nei momenti di profonde crisi, dalle vicende che hanno preceduto il Risorgimento, alla grande guerra civile del brigantaggio, espressione di una tensione sociale meridionale, ai grandi disastri delle guerre mondiali e della dittatura fascista, alla Resistenza partigiana, alle tante conquiste sociali che ci hanno lasciato in dote le generazioni che ci hanno preceduto, con il sacrificio e la cultura dell’impegno e dell‘abnegazione, alla solidarietà che è emersa nei momenti di grande sconforto, quando siamo stati sopraffatti dalla forza delle calamità naturali, quando abbiamo portato sostegno e condiviso il dolore di chi è stato colpito dalla brutalità di mafie rese cieche dall’ingordigia per il denaro, e ancora quando siamo stati offesi da una pratica politica incapace di immaginare un indirizzo di promozione umana e sociale, per tentare di qualificare le proprie azioni in difesa del bene comune, o addirittura quando una parte di questo paese si è ostinata nel disconoscere la propria identità, perché resa rigida e incapace ad accettare un principio, che oltre a esprimere solidarietà potesse aprire al rispetto e alla reciprocità.

Penso che tutto ciò che sarà organizzato per questa straordinaria ricorrenza, dovrà obbligatoriamente sfuggire alla retorica celebrativa, e condurci verso la ricerca di un senso che possa orientare le nostre azioni future.

Oggi, che viviamo con particolare affanno una sorte di disagio culturale e sociale, dove le nuove generazioni rappresentano la fascia debole per eccellenza, ritengo che l’apprendimento del nostro recente passato, praticato con atteggiamento critico e passionale non con la freddezza di un nozionismo fine a se stesso, potrebbe aiutare noi tutti, ma in particolare i giovani, ad interpretare il nostro tempo e a gettare le basi per un progetto di un futuro migliore.

Sono due gli aspetti interessanti che emergono dallo studio del Risorgimento.                                           Il primo riguarda i giovani con il loro pensiero ribelle e quella scia di protagonismo, che ha caratterizzato i momenti cruciali della storia di questi 150 anni, penso ai ragazzi del ‘99, precettati per la Grande Guerra non ancora diciottenni…, ai ragazzi del giovanilismo mussoliniano, ai ragazzi partigiani e a quelli del ‘68.

Il secondo, invece, la povera gente del sud, gli ultimi, i diseredati, i vinti… che hanno dovuto subire le angherie di un’annessione, di tassazioni, e repressione militare, che è all’origine di una questione meridionale, che si è trascinata fino ai giorni nostri.

Ed è proprio con lo spirito che caratterizza una ricerca di senso, che i ragazzi dei corsi di lingua e cultura italiana di Reinach (BL) hanno partecipato e lavorato per questa giornata di memoria.

All`entrata della scuola è stata allestita una piccola galleria con le immagini del risorgimento (i personaggi, le battaglie, i garibaldini, la storia della bandiera, le carte geografiche). La festa è iniziata quando, schierati sugli scalini della scuola, gli alunni hanno cantato l`Inno di Mameli. Molte voci di giovani e adulti erano rotte dalla commozione, mentre l’eco di Fratelli d’Italia invadeva aule e corridoi.

Poi è stata la volta della bandiera italiana, descritta in tutti gli aspetti dagli alunni della scuola (l’articolo 12 della Costituzione, il significato dei colori, la nascita e le esperienze). La presentazione dei PADRI DELLA PATRIA è toccata all’insegnante, che ha parlato di Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele e altri come Carlo Pisacane. Alla presentazione hanno partecipato attivamente alcune mamme. La signora Silvia ha letto la lettera di Garibaldi che in un momento di riflessione profonda sull`Italia scrive alla moglie Anita. La signora Enza ha letto la lettera che Garibaldi che inviò a V. Emanuele II durante la spedizione dei Mille. La signora Lucia in maniera splendida ha recitato “LA SPIGOLATRICE DI SAPRI” di Luigi Mercantini.  In conclusione il signor Gaetano De Nardo ha letto il prologo del libro del Prof. Crescenzo Aliberti su “Pomigliano D’Arco dall`Unità d`Italia ad oggi”. L’evento si è così trasformato in una lezione di storia per tanti genitori, italiani nati e cresciuti in Svizzera, e in un ripasso per i molti nonni presenti.

Per la seconda parte ci siamo tutti accomodati in teatro, dove gli alunni di quarta e quinta insieme ad alcune mamme hanno recitato alcune scene tratte da “Promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Gli attori hanno interpretato in maniera egregia le scene che erano state selezionate.
La serata si è conclusa con un rinfresco, dove i genitori, i nonni, i parenti, gli amici e le varie autorità hanno trovato il modo di scambiarsi opinioni e saluti. In particolare sono stati gli occhi lucidi dei nonni a tradire un velo di emozione. Particolarmente gradita la presenza del Console di Basilea, Gaetana Farruggio, del Dirigente scolastico Paolo Saporiti, del Presidente del COMITES Antonio Arcuri e del Presidente della FOPRAS, Alessandro Calaprice.

In questa particolare fase storica ritengo che i corsi di lingua e cultura italiana rappresentino il riferimento essenziale, oltre ad essere linfa e collante della nostra collettività, essi promuovono un rapporto solidale fra le generazioni e un impegno a realizzare percorsi educativi di integrazione e comprensione reciproca, in un’epoca di costruzione di una civiltà multietnica, multireligiosa, e multiculturale. Il percorso che insieme ai ragazzi abbiamo voluto proporre, vuole, prima di ogni altra cosa, essere un contributo alla riflessione e al ricordo, e poi un sostegno alla diffusione della cultura, convinta che il passato non muore finché il presente continua a dargli senso, ma soprattutto… a chiedergli senso. (Cristina De Cicco*-Inform)

* Docente corsi LICIT Fondazione FOPRAS

 


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