CGIE - COMMISSIONE AMERICA LATINA
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“Mi batto perché la donna possa trasmettere
la cittadinanza alla pari dell'uomo”
MONTEVIDEO - Senatrice
Giai , come sono andati i lavori?
Mi sembra molto positivo che ci sia un progetto di legge per il rinnovo di Comites e CGIE. Bisogna far presente che sono stati presentati vari disegni di legge. Uno è stato presentato dal senatore Tofani come relatore, d'accordo con il governo. Poi ci sono altre proposte, con modifiche, per esempio la mia, che salvaguarda le autorità del Comites, quando si parla dei membri cooptati del CGIE (fino ad ora a nomina governativa), perchè siano eletti dai rappresentanti delle comunità, e non dalle ambasciate e dai consolati. Poi io faccio forza perchè ci siano rappresentanti delle associazioni che lavorano nell'immigrazione, dei sindacati e dei patronati, che sono quelli che sono sempre stati nel campo delle difesa degli italiani all'estero e che in questo progetto di legge presentato dal governo sono completamente assenti. Sono presenti le regioni, le province, i comuni.
E il
discorso cittadinanza?
Abbiamo concordato, dalla destra, dalla sinistra e dal centro (che è il mio caso) di presentare un progetto, che è ricaduto nelle mie responsabilità. Saranno quattro o cinque punti che terranno in considerazione che la donna possa trasmettere la cittadinanza non solo dopo il 1948, ma anche prima. È un atto democratico questo. Poi ci sono anche diversi emendamenti che vogliamo presentare però consideriamo sempre se ci sono i voti, logicamente. Ma questo è uno dei punti fondamentali.
Inoltre, di questi giorni sono rimasta molto soddisfatta dell'incontro avuto nel Parlamento uruguayano con il vicepresidente della Repubblica Astori, che ci ha ricevuto con molto affetto e con molta cordialità, e mi sembra che questi incontri di alto livello con i nostri rappresentanti di governo sono preziosi, soprattutto nel mio caso, che sono stata eletta per l'America Latina. Poi abbiamo avuto una riunione con il Gruppo di Amicizia Parlamentare tra Italia e Uruguay, ci siamo impegnati per vedere come funziona e se va avanti questo gruppo, che avanza attraverso progetti che sono sempre positivi. È importante mantenere questo contatto tra Argentina, Uruguay e Italia, anche perchè l'immigrazione qui è forte, è capace, è attiva, è presente. Oggi affronteremo il problema del CGIE, e noi facciamo forza affinchè ci sia una riforma di questo organismo in senso democratico.
Quindi il bilancio fino ad ora il bilancio è altamente positivo, anche se nelle condizioni attuali di crisi, e di forte immigrazione in Italia, un momento in cui occorre prendere decisioni forti e precise per risolvere questo problema, perchè l'Unione Europea non può non condividere questa nostra preoccupazione. Sono 20.000 persone in questo momento, con arrivi di 1.000, 1.500 immigrati al giorno.
Il CGIE
così com'è oggi, anche prima della riforma, è un interlocutore valido per voi
parlamentari eletti all'estero?
Noi abbiamo l'impegno di presentare le iniziative che propone il CGIE, poi naturalmente non sempre vanno in porto. Poi in questi giorni ci siamo presi due impegni concreti: quello del Gruppo di Amicizia Italia – Uruguay e la proposta di legge di modifica del CGIE, e li porteremo avanti.
Ci può
spiegare quali attività svolge in Senato?
Anzitutto faccio
parte della commissione ristretta per gli italiani all'estero, dove si parla
di cittadinanza, di consolati, di ambasciate, di questa ristrutturazione che
sta facendo il governo, il problema dei rinnovi delle cariche dei Comites e
del CGIE. Inoltre faccio parte di progetti a livello di governo, a livello di
Stato Italia, non solo delle problematiche dell'emigrazione. Siamo pochi, 18
parlamentari della circoscrizione estero, in rapporto a tutti i deputati e senatori,
e alla molteplicità dei problemi che ci sono, ma è molto importante che ci sia
la nostra presenza e che siamo attivi democraticamente, come si può. (Silvano
Malini-Gente d’Italia/