INFORM - N. 74 - 15 aprile 2011


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”

A Gaza il corteo per Arrigoni con il finto funerale

 

Palestinesi in piazza per ricordare Vittorio Arrigoni ucciso a Gaza: manifestazioni e cortei spontanei si sono organizzati a poche ore dal fatto in diverse città, come Gaza stessa e Ramallah, per testimoniare l’affetto per il volontario italiano ucciso. Una partecipazione sentita e corale fatta anche di telefonate e messaggi giunti agli operatori umanitari italiani che si trovano nell’area.

«Ci sono manifestazioni e cortei in piazza a Gaza e in Cisgiordania. Io stessa - dice un’operatrice italiana che vuole restare anonima - sono ora ad un corteo a Ramallah dove stanno manifestando un centinaio di persone che conoscevano ed apprezzavano Vittorio. Ma da stamattina stiamo ricevendo messaggi e telefonate che ci esprimono solidarietà per quanto è avvenuto. L’uccisione di Vittorio ha lasciato tutti senza parole. Il nostro stato d’animo è di dolore e sgomento. Vorremmo che non si perdesse il suo lavoro e quanto ha fatto».

Nessun segnale, nessuna avvisaglia, nei giorni scorsi poteva far pensare ad un incidente come il rapimento, col drammatico epilogo dell’uccisione, di un volontario a Gaza. Le organizzazioni non governative italiane, in una riunione che si è svolta nel pomeriggio a Gerusalemme (presente il console italiano), non sanno dare una spiegazione a quanto avvenuto a Vittorio Arrigoni. «Siamo increduli, siamo in una fase di totale confusione - dice un’operatrice che vuole restare anonima - non si era avuta alcuna avvisaglia. Non siamo in grado di dare alcuna interpretazione di quanto avvenuto. È un caso eccezionale sia per le modalità che per l’epilogo. Nel passato ci sono stati rapimenti ma si erano poi tutti risolti con la liberazione degli ostaggi». Al momento, «ci sentiamo solo di sostenere la richiesta della famiglia alle istituzioni italiane per il rimpatrio della salma di Vittorio. Sentiamo solo di condividere il cordoglio e la solidarietà di quanti lo hanno conosciuto ed amato, per le sue battaglie».

Dall’incontro è emersa chiara la posizione delle ong che non intendono lasciare l’area: «Non smetteremo di operare a Gaza. Non vogliamo punire la popolazione che già soffre abbastanza». Da un’attivista di International solidarity movement (Ism), Silvia Todeschini, raggiunta dall’agenzia Misna, giunge un’altra testimonianza della gente per ricordare Vittorio: «Una tenda funebre nel bar dove spesso si recava, manifestazioni in suo ricordo, quella a cui sto partecipando in questo momento - ha detto Todeschini - raccoglie almeno un migliaio di persone strette dietro una bara di cartone avvolta dalla bandiera palestinese e da quella italiana; le persone fanno la fila, ci chiedono anche scusa, a portare la loro solidarietà i rappresentanti del governo e di tante associazioni; tra i tanti slogan quello più mi ha toccato dice "Da Gaza a Jenin, Vittorio sei figlio della Palestina"». (La Stampa.it, 15 aprile 2011)

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