STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Gente d’Italia” del 15.4.2011
Claudio Micheloni: "A Montevideo per
spiegare la riforma del Cgie"
Intervista a uno dei tre senatori che saranno
presenti alla Commissione Continentale America Latina, la quale partirà oggi
e durerà tutto il weekend nella capitale uruguayana. Claudio Micheloni risponde
alle domande di “Gente d’Italia”
MONTEVIDEO - Da
stamattina a domenica, a Montevideo, Uruguay,
Vuole
ricordarci, senatore Micheloni, verso dove si sta andando per quanto riguarda
la riforma Cgie?
“Per quanto riguarda il Consiglio Generale, la mia proposta di riforma è che deve diventare un luogo istituzionale di alto livello, in grado di fornire indirizzi politici a Governo e Parlamento. Per fare questo, ho proposto che vengano eletti i rappresentanti degli italiani all’estero, sempre intorno ai 62, 65 consiglieri, ma che a Roma non lavoreranno più come un Consiglio completato da consiglieri di nomina governativa, che rappresentano i partiti politici, i sindacati, i patronati, le associazioni, Confindustria… Ma lavoreranno in un Consiglio in cui saranno presenti gli assessori regionali che si occupano di emigrazione per le varie regioni, o dai presidenti di regione dove mancassero tali assessori. Questo vuol dire avere a Roma una o due volte l’anno tutto lo Stato che tratta temi che riguardano gli italiani all’estero. Ecco, questo messaggio non credo ancora sia giunto chiaro…”.
Perché,
secondo lei, non è arrivato chiaro questo messaggio?
“In Italia tutti
gli italiani sono convinti che sia necessario riformare lo Stato e le istituzioni,
purchè non si tocchi il proprio giardino. E’ chiaro che questa riforma non conviene
a quei 29 consiglieri Cgie di nomina governativa, che sono nel Consiglio da
vent’anni, e che – secondo me, in modo anche colpevole – moltissime volte hanno
condizionato, determinato le posizioni del Cgie. Spesso sono stati più determinanti
i 29 che i 65. Credo sia molto difficile smentirmi su questo…”.
Uno dei temi all’ordine del giorno della Continentale, sarà anche il voto degli
italiani all’estero. La legge va riformata?
“Sì, va assolutamente riformata la legge elettorale, e soprattutto, è necessario
inserire delle garanzie per quanto riguarda il voto per corrispondenza. Questa
è la riforma principale. A questa si collega l’opzione, per un italiano residente
all’estero, di poter tornare in Italia per esprimere il proprio voto. Si crei
l’elenco degli elettori, e si smetta di spedire lettere e plichi elettorali
a chi non ha volutamente espresso la volontà di votare all’estero. Si tratta
di una riforma tecnica, che ha un solo obiettivo: garantire la sicurezza del
voto per corrispondenza, cercando in questo modo di salvare il voto all’estero.
Non bisogna nascondere che nel mondo politico italiano, in maniera trasversale,
c’è chi vuole sopprimere il voto degli italiani nel mondo. Percepisco con chiarezza
questa sensazione. Invece, il voto all’estero va difeso seriamente”.
Come
risponde a chi propone il voto nei seggi, presso i nostri consolati per esempio?
“Questo è un metodo per nascondere la vera volontà di cancellare il voto per gli italiani nel mondo. Le nostre sedi diplomatiche all’estero si stanno riducendo. Fare questo discorso vuol dire che gli italiani non possono votare perché non ci sono abbastanza seggi, e quindi non ci potrà essere una significativa partecipazione. Ricordo che i Paesi più moderni utilizzano il voto per corrispondenza. In Svizzera, ad esempio, il cittadino svizzero che vive in Svizzera vota per posta. Fra vent’anni probabilmente sarà così anche in Italia”.
E il
voto elettronico?
“Non va bene. Dove viene utilizzato, lo è ancora
in modo sperimentale. Pensare al voto elettronico vuol dire avere una popolazione
che sia tecnologicamente attrezzata molto più degli italiani all’estero. Certo,
le nuove generazioni sono attrezzate in questo senso, anche culturalmente, ma
questo di certo non vale per la maggior parte degli italiani nel mondo”. (Ricky
Filosa-La Gente d’Italia/
_________________
Partecipanti alla Commissione Continentale
America Latina del C.G.I.E.
ARGENTINA: NARDELLI Francisco (Vice Segretario America Latina); ROMANELLO Marcelo; GAZZOLA Mariano; PINTO Gerardo; BUTTAZZI Ricardo; PALLARO Luigi; TONIUT Adriano; ARONA. Maria Rosa. BRASILE: PIERONI Claudio (componente CdP); LASPRO Antonio; ARALDI Mario; PETRUZZIELLO Walter. VENEZUELA: DE MARTINO Ugo (componente CdP); COLETTA Michele; COLLEVECCHIO Nello. PERU’: CANEPA Giacomo. CILE: SIENA Primo. MÉSSICO: PIAZZI Marina. ECUADOR: SALVAREZZA Marina. URUGUAY: PALERMO Renato; NARDUCCI Filomena (componente CdP).
Segreteria CGIE: Consigliere VERRECCHIA Stefano (Segretario Esecutivo); PEDE Pasquale; DE MAURO Ivano
COMITES: PIZZUTI Armando; MAGNO Franco; MICELI Giuseppina; TEMESIO Daniela; DAL BELLO Adriana; ROMANO Silvana; LAURENZA Leonardo; COSTANZELLI Giovanni; VERA Laura; BRAVIN Elena.