INFORM - N. 74 - 15 aprile 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Presentata a Roma la VI edizione delle Giornate dell’Emigrazione

L’iniziativa “150 anni e flussi migratori”, promossa dall’Asmef per approfondire gli aspetti legati all’emigrazione italiana all’estero e il legame dei connazionali con l’Italia, coinvolgerà quest’anno il Canada. Al Senato ieri anche un approfondimento sul ruolo della chiesa e delle opere assistenziali a sostegno degli emigranti

 

ROMA – E’ stata presentata ieri a Roma, nella sala capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, la VI edizione delle Giornate dell’Emigrazione promosse dall’Associazione Mezzogiorno Futuro (Asmef) per approfondire gli aspetti legati all’emigrazione italiana all’estero e il legame tra le collettività di connazionali presenti nel mondo e l’Italia.

“Dopo Stati Uniti, Buenos Aires e San Paolo del Brasile, l’iniziativa di quest’anno porterà l’Asmef in Canada – spiega Salvo Iavarone, presidente dell’associazione. – Qui, come nelle passate edizioni, ci proponiamo di raccogliere le storie individuali e collettive dei connazionali emigrati, accogliendone anche le problematiche. Spesso, infatti, la sensazione è quella di un’insufficiente attenzione dell’Italia nei loro confronti, che essi chiedono di colmare”. “Possiamo farlo, in parte, con questo tipo di iniziative – prosegue Iavarone, - lavorando, per quanto possibile, per e con la grande comunità internazionale degli italiani all’estero”.

Di seguito sono stati letti ai partecipati i saluti inviati da Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato, il quale ha ricordato come l’emigrazione italiana rappresenti un essenziale tassello della storia nazionale, dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha evidenziato la strettissima attualità della tematica migratoria e dal sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, assente perché impegnato all’estero in visita istituzionale. “E’ assolutamente importante mantenere viva l’attenzione nei confronti dell’emigrazione italiana, - ha scritto Mantica – soprattutto in quest’anno, ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”. Le Giornate dell’Emigrazione si preparano già da tempo infatti a celebrare la ricorrenza, con l’edizione passata, intitolata proprio all’Unità d’Italia e svolta in vista di quella attuale, denominata “150 anni di flussi migratori”. Un saluto ai presenti è giunto anche da Severino Nappi, assessore al Lavoro, Emigrazione e Immigrazione della Regione Campania, che nel suo messaggio ha segnalato come le stesse Regioni debbano riuscire a valorizzare le collettività presenti all’estero e da Silvana Magalli Rocco, rappresentante del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, presente in sala, che ha ricordato la sua personale esperienza di figlia di emigrati italiani in Venezuela. Anche Tommaso Mitrotti, proveniente da Mar del Plata, ha recato testimonianza del suo vissuto personale: “l’Argentina è una terra che trasuda italianità – ha detto – e questo mi offre la possibilità di vivere in loco in modo non molto differente da come mi immagino farei in Italia. Anzi, la distanza ha contribuito a mettere in salvo valori e tradizioni che invece mi pare qui si stiano perdendo”. Per Mitrotti, “Italia e Argentina sono un’unica nazione e i valori che condividono consentono di non avvertire uno iato tra le due realtà”, mentre si augura che iniziative come quella presentata contribuiscano a risaldare il legame e l’attenzione dell’Italia nei confronti delle sue collettività all’estero.

Ad introdurre il tema della tavola rotonda prevista per la presentazione è stata Valeria Vaiano, direttrice scientifica di Asmef: “il ruolo della chiesa e delle opere assistenziali nella lunga storia dell’emigrazione italiana è stato scelto a seguito del confronto dello scorso anno, in cui studiosi del settore avevano rimarcato l’importanza del sostegno agli emigranti proveniente, spesso esclusivamente, da figure legate alla chiesa cattolica”. Un operato che è ancora necessario mettere a fuoco, anche attraverso l’approfondimento del percorso di figure carismatiche che hanno legato il loro nome e la loro missione alle vicende dell’ondata migratoria seguita all’unificazione nazionale.

A riassumere l’impegno della chiesa cattolica sul fronte della mobilità internazionale è stato il direttore generale della Fondazione Migrantes, organismo della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giancarlo Perego, che ha precisato come “il cammino dell’uomo abbia da tempo incrociato quello della chiesa e della realtà ecclesiale”, richiamando i cinque settori della mobilità a cui si rivolge l’attività della Migrantes: emigrati italiani all’estero; migranti interni italiani; immigrati stranieri e profughi; rom, sinti, circensi e fieranti; addetti alla navigazione marittima e aerea.

“Il mondo della mobilità è complesso e la chiesa cerca da sempre di sostenere queste persone affinché non siano sole – ha proseguito mons. Perego, ricordando poi alcune figure importanti come Vincenzo Pallotti, San Giovanni Bosco, don Luigi Guanella, Geremia Bonomelli e Giovanni Scalabrini. “Personaggi carismatici che, oltre alla missione di sostegno e accompagnamento agli emigranti, hanno cercato di favorire anche un’azione politica per la tutela dei diritti di questi ultimi e delle loro famiglie – ha detto mons. Perego, segnalando anche la provenienza geografica di questi uomini di fede, “cresciuti spesso nel mondo contadino di un nord Italia profondamente povero, oggi divenuto invece meta dei flussi migratori dall’estero”.

Sull’emigrazione al femminile e le sue protagoniste religiose si è soffermata invece Etra Modica, suora missionaria scalabriniana dell’Ufficio Mobilità Etnica (Usmi) che collabora con la Migrantes. “Le missionarie, donne emigrate con e tra gli emigranti italiani all’estero, hanno contribuito a salvaguardare la dignità dei migranti e svolto un servizio di mediazione utile all’orientamento e ad una prima assistenza nei luoghi di arrivo – ha detto suor Etra, segnalando la capacità di adattamento dimostrata, preziosa risorsa che oggi trasforma istituti nati storicamente per l’assistenza agli emigrati all’estero in impegno a sostegno degli immigrati in Italia. Tra i nomi citati, madre Francesca Saverio Cabrini, madre Assunta Marchetti, suor Adele Brambilla. Sulla figura di madre Cabrini si è soffermata anche Mina Cappussi, curatrice insieme a Tiziana Grassi del “Primo Dizionario dell’Emigrazione Italiana”, che ha rammentato come a quest’ultima sia stata recentemente intitolata la Stazione centrale di Milano. “Oltre ai nomi più noti, vanno ricordati anche i parroci di provincia che scelsero di accompagnare i loro concittadini all’estero, - ha aggiunto Mina Cappussi. – In questo caso essi costituirono un riferimento importante anche per il mantenimento dell’identità personale e delle tradizioni, oltre che per l’assistenza spirituale e per il legame con la terra d’origine”.

Anche Flavia Cristaldi, docente di Geografia all’Università “Sapienza” di Roma, ha definito la chiesa “luogo di trasmissione di lingua e cultura e luogo dell’identità”, ripercorrendo la suggestiva vicenda di emigrati trentini in Bosnia Erzegovina: una piccola collettività al suo arrivo a Mahovljani costruì una piccola chiesa consacrata nel 1903, un edificio fortemente simbolico per la vita della comunità, oggi ristrutturato dagli stessi discendenti che nel frattempo sono rientrati in Italia o emigrati ancora in altri Paesi all’estero. Vincenzo Rosato, direttore del Centro Studi Emigrazione Roma (CSER), anch’egli scalabriniano, ha segnalato come lo stesso centro di ricerca sia orientato a riscoprire le vicende dei pionieri che seguirono l’emigrazione italiana nel mondo, cercando di offrire “un luogo ove ci si potesse risentire a casa, mantenere la fede ma anche crescere in forme e modi nuovi”. Per l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) è intervenuto invece il segretario generale Giorgio Malfatti di Monte Tretto, che ha ricordato come il nostro Paese sia impegnato a sostegno delle collettività latino-americane oggi immigrate in Italia, anche attraverso gli impegni presi nel corso di summit come il G8 dell’Aquila per una riduzione del costo associato al rinvio delle rimesse in America latina. Infine, sono intervenuti il giornalista vaticanista Rai, Pier Luigi Gregori, che ha richiamato l’importanza di una riflessione sulle radici culturali dell’Europa e sul concetto di “libertà di emigrazione” contenuto nella nostra Costituzione, e Luigi Compagna della Commissione Affari esteri ed emigrazione del Senato, che si è soffermato sulle principali difficoltà che interessano al momento gli italiani all’estero, citando “la riduzione della rete consolare italiana, che influisce sulla presenza internazionale del nostro Paese e i dolorosi tagli all’assistenza rivolta ai connazionali all’estero”. Compagna ha segnalato l’urgenza di una riforma costituzionale che possa garantire una presenza internazionale dell’Italia, “presenza di cui la comunità nazionale nel suo insieme deve farsi carico – ha detto, richiamando le autonomie locali a “contenere gli egoismi territoriali, così che risorse ed energie non vadano disperse”.

I prossimi eventi legati alle Giornate dell’emigrazione saranno il 6 maggio a Gualdo Tadino, con un’iniziativa dedicata al tributo degli umbri alla rinascita economica italiana e, a seguire, il 28 maggio a Vatolla (Salerno), il 14 giugno a Torino, il 23 luglio a Ceppaloni (Benevento), il 5 agosto a Macchia Valfortore (Campobasso), l’8 agosto a Muro Lucano (Basilicata), il 19 e 19 settembre a Ischia, il 23 settembre a Viggiano (Basilicata), per poi proseguire nel mese di ottobre a Procida. La tappa canadese è prevista dal 24 settembre al 2 ottobre, a Toronto, mentre il 12 ottobre è in programma la partecipazione al Columbus Day di New York. Per i dettagli completi del programma: www.asmef.it. (Viviana Pansa – Inform)

 


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