INFORM - N. 73 - 14 aprile 2011

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

Referendum di giugno: all’esame della Commissione Affari Costituzionali decreto-legge per il voto dei cittadini temporaneamente all'estero

 

ROMA - Nella seduta di ieri la prima Commissione Affari Costituzionali del Senato ha iniziato l’esame, in sede consultiva, del decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, recante disposizioni urgenti per le commissioni elettorali circondariali e per il voto dei cittadini temporaneamente all'estero in occasione delle consultazioni referendarie del 12-13 giugno prossimo.

Su proposta del presidente Carlo Vizzini (Pdl), relatore del provvedimento, la Commissione ha preliminarmente espresso parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza del decreto-legge. Questo in quanto - ha spiegato tra l’altro Vizzini - appare non differibile l'esigenza di assicurare la partecipazione al voto per corrispondenza ai cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o per missioni internazionali. L’intervento risulta indispensabile anche perché l’ordinamento vigente non accorda modalità agevolate di partecipazione al voto ai cittadini italiani temporaneamente residenti all’estero, a causa dell’assolvimento di doveri d'ufficio svolti fuori dall'Italia, al servizio del Paese, durante il periodo di votazione.

Il relatore ha poi illustrato le disposizioni del decreto-legge. Mentre l'articolo 1 disciplina il funzionamento delle commissioni e delle sottocommissioni elettorali circondariali, l'articolo 2 assicura la partecipazione al voto per corrispondenza dei cittadini temporaneamente all'estero per motivi di servizio o per missioni internazionali. In tal modo si consente l'esercizio del diritto di voto con modalità agevolate, ovvero senza necessità di recarsi presso la sezione elettorale di assegnazione.

Potranno beneficiare di questa opportunità il personale delle forze armate e di polizia impegnato in missioni internazionali, i dipendenti delle amministrazioni dello Stato, delle Regioni e delle Province autonome, temporaneamente all'estero, i professori e i ricercatori universitari in servizio all'estero presso istituti di ricerca. Le condizioni per l'esercizio di tale diritto vengono definite dettagliatamente, con particolare riguardo all'onere di presentazione di un'apposita dichiarazione cui seguono adempimenti a carico delle amministrazioni di appartenenza dei votanti.

Il comma 7 dell'articolo 2 estende a questa categoria di elettori, in quanto compatibili, le disposizioni della legge sul voto degli italiani all'estero e del relativo regolamento di attuazione. Meritevole di rilievo è il comma 9, che attribuisce ai comandanti dei reparti militari di polizia impegnati nello svolgimento di missioni internazionali e ai titolari degli uffici diplomatici e consolari l'onere di adottare ogni utile iniziativa per garantire il rispetto dei princìpi costituzionali di libertà, personalità e segretezza del voto. Il comma 10, infine, disciplina le modalità di scrutinio congiunto delle schede votate dagli elettori temporaneamente all'estero con quelle votate dagli elettori che risiedono all'estero stabilmente.

E’ stato infine fissato alle ore 18 di martedì 19 aprile il termine per la presentazione di eventuali emendamenti. (Inform)

 


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