INFORM - N. 72 - 13 aprile 2011


CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione al ministro Frattini di Bucchino, Porta, Garavini, Farina

I deputati Pd dell’estero: “Monitorare i tempi di rilascio dei passaporti e superare le crescenti difficoltà per i connazionali”

 

ROMA-  “Monitorare i tempi di rilascio dei passaporti e superare le crescenti difficoltà per i connazionali”. La sollecitazione al governo viene dai deputati Pd eletti nella Circoscrizione Estero Gino Bucchino, Fabio Porta, Laura Garavini, Marco Fedi e Gianni Farina, che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro degli Esteri Franco Frattini.

“I disagi e le difficoltà che i nostri connazionali incontrano nel rapporto con i consolati, anche per il disbrigo delle pratiche più semplici, crescono in modo esponenziale  Le nostre caselle di posta elettronica ogni giorno – affermano i deputati Pd - sono piene di denunce e sollecitazioni per i ritardi e le disfunzioni che i nostri concittadini incontrano. La diminuzione – proseguono - del numero dei Consolati e la rarefazione degli uffici consolari di seconda categoria, da noi più volte denunciate,  , combinate con il progressivo prosciugamento di personale, stanno dando il loro frutto avvelenato. E questo accade proprio mentre alcune procedure, come quelle relative ai passaporti, sono rese più complicate per motivi di sicurezza e per altre ragioni. Riuscire a superare il silenzio dei centralini telefonici e provare a fissare un appuntamento con gli addetti ai servizi sono ormai imprese avventurose.

Per superare – dicono i parlamentari Pd dell’estero – un atteggiamento di pura se pur legittima lamentela abbiamo cercato di mettere a fuoco la situazione su alcuni precisi adempimenti, come il rilascio dei passaporti e delle carte di identità, per il quale è forte l’interesse dei nostri connazionali. In essa chiediamo, in particolare, che il ministro degli Esteri proceda ad un monitoraggio preciso della situazione e fornisca un quadro dei tempi medi di rilascio e delle misure di accelerazione che s’intendano adottare. In più, proponiamo di rendere sistematica la prassi del funzionario itinerante per la raccolta delle impronte digitali, soprattutto nelle realtà in cui consistenti comunità di italiani risiedono a centinaia di chilometri di distanza dalla sede consolare. Magari rivedendo anche la normativa che ha tolto agli uffici consolari di seconda categoria alcune prerogative in questo campo. Se è vero che i soldi mancano – concludono i presentatori dell’interrogazione – ci auguriamo che non manchino il buon senso e l’impegno per non alzare altri steccati verso le nostre comunità”.(Inform)


Vai a: