INFORM - N. 72 - 13 aprile 2011


SENATO DELLA REPUBBLICA

Nuovo rinvio in aula della mozione sulla moratoria per la razionalizzazione della rete diplomatico-consolare

Lo slittamento del dibattito richiesto da Claudio Micheloni (Pd) per l’assenza del sottosegretario Mantica, in visita istituzionale all’estero. Annunciata una riformulazione del testo che riduce da 30 ai 12 mesi il tempo della sospensiva richiesta al governo. Gli interventi di Bettamio (Pdl), Filippi (Ln) e Giai (Maie)

 

ROMA – Nuovo rinvio a Palazzo Madama per la mozione n. 379 - primo firmatario Claudio Micheloni (Pd) – sulla moratoria richiesta al governo in merito alla procedura di razionalizzazione della rete diplomatico-consolare italiana. Il testo, presentato in aula lo scorso 31 marzo (vedi Inform n. 63, http://www.mclink.it/com/inform/art/11n06302.htm), doveva essere ridiscusso stamani in seguito alla richiesta di una sua riformulazione, avanzata in quella sede dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che tenesse conto dell’introduzione del sistema telematico dei Servizi consolari a distanza, “cui sono condizionati sino alla data del 31 marzo 2012 – aveva aggiunto il sottosegretario - i provvedimenti di revisione della rete consolare non ancora formalmente deliberati dal Consiglio di amministrazione del Mae”, e dell’ipotesi di una riduzione dei termini di sospensione dai 30 mesi originariamente richiesti a 12 mesi. Una riduzione su cui il governo e i firmatari dell’atto di indirizzo avevano in un primo momento convenuto, e sulla cui opportunità avevano insistito in aula anche esponenti di Lega Nord e Pdl, prima della sospensione del dibattito.

Nella discussione odierna Micheloni ha segnalato come ad oggi non si sia pervenuti ad un testo condiviso, evidenziando la mancanza delle condizioni necessarie al dibattito, vista l’assenza in aula di Mantica, impegnato in visita istituzionale all’estero insieme al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il primo firmatario della mozione ha sottolineato però come la richiesta di un nuovo rinvio debba essere “a breve termine, entro la prossima settimana - ha detto – perché le cose stanno andando avanti in modo molto strano e rapido all’estero”.

A sostegno di questa sua affermazione, Micheloni ha citato notizie a lui pervenute riguardanti, ad esempio, il caso del consolato di Lille dove, secondo il senatore, verrebbe trattata la richiesta di sottoscrizione di un contratto da parte degli impiegati di quella sede consolare in cui non sarebbero rispettati i livelli salariali previsti per i colleghi di Parigi, che i primi andrebbero a raggiungere. “Ci è stato detto che questa riforma doveva portare dei risparmi. Abbiamo saputo ieri che il consolato di Parigi ha chiesto finanziamenti supplementari per realizzare questo trasferimento – ha proseguito Micheloni, ricordando come a fronte di una spesa annua per l’affitto della sede di Lille di 120.000 euro l’anno, il presidente del Comites in loco ne avesse già proposta una alternativa al costo di 20.000 euro, per il mantenimento dell’ufficio.

Micheloni ha concluso il suo intervento manifestando l’intenzione di accogliere nel testo della mozione la richiesta di riduzione dei tempi della moratoria a 12 mesi, “il tempo – ha detto - per compiere l’indagine” e sollecitando il governo ad una presa di posizione più risoluta nei confronti dell’amministrazione del Mae.

Giampaolo Bettamio (Pdl) concorda sulla necessità, per procedere alla discussione, della presenza in aula del sottosegretario Mantica che “in prima persona ha sempre seguito questo problema e non solo”, alla luce anche della sua complessità. “Si tratta di razionalizzare la nostra presenza all’estero, e non soltanto per ragioni economiche, ma anche per ragioni di presenza attiva, diversa da quella tradizionale impostata ormai decenni fa – sottolinea Bettamio. - Presso i nostri consolati si stanno instaurando dei sistemi telematici che prenderanno il posto degli stessi consoli, nel senso che avranno la possibilità di mettere in comunicazione direttamente i cittadini con le strutture, chiedere informazioni ed ottenere documenti”. L’esponente della maggioranza concorda dunque su di un rinvio, dal momento che non si tratta di una questione che “si possa risolvere chiudendo, aprendo o dislocando altre sedi, e dalla cui soluzione – precisa – dipenderà anche la presenza dell’Italia nei Paesi esteri”.

Concordi sul rinvio anche Alberto Filippi (Ln) e Mirella Giai (Maie), che si dice d’accordo con la proposta di riformulazione della mozione. L’esponente del Maie segnala inoltre che nei prossimi giorni, in occasione della Commissione continentale America latina del Consiglio generale degli Italiani all’estero convocata a Montevideo, ci sarà la possibilità di chiarire ai rappresentanti della collettività che vi è la consapevolezza che si tratta di un “problema grave e serio”, e che vi è “l’impegno per risolverlo”. La nuova calendarizzazione in aula della mozione è affidata quindi alla Conferenza dei capigruppo. (Inform)

 


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