STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Sul
“Messaggero di sant’Antonio”, aprile 2011, l’editoriale del direttore Luciano
Segafreddo
Pasqua, la gioia di un incontro
Che
PADOVA - La celebrazione della Pasqua in origine ricordava al popolo d’Israele l’intervento di Dio nell’esodo dall’Egitto e nel passaggio del Mar Rosso; ma con il tempo ha assunto anche il significato dell’iniziativa di Dio nel passaggio dell’uomo dalla schiavitù alla libertà in genere: «Da ogni passione verso ciò che è intelligibile e divino», ha commentato Filone Alessandrino. Un’interpretazione della Pasqua come «passaggio di Dio e passaggio dell’uomo», quanto mai significativa per noi, coinvolti in un contesto in cui si ripetono amari esodi dalle terre d’origine e si ricercano nuovi significati di vita.
Il mistero pasquale,
per noi cristiani, non è quindi solo memoria delle grandi gesta operate da Dio
per riportare il suo popolo alla Terra promessa: è un evento di profonda spiritualità
e una gioiosa celebrazione che ci fa rivivere tutta la storia della salvezza
dalla creazione al glorioso ritorno del Cristo risorto. Nel significato di «passaggio
di Dio e passaggio dell’uomo»,
Cristo, dunque, condivide il cammino umano di due uomini che decidono di ricostruire la loro vita dopo tante speranze andate deluse, incapaci addirittura di riconoscere il pellegrino divenuto loro compagno di viaggio. Alla domanda di Gesù su quello che essi stavano discutendo, si fermarono, comunicando i perché della loro profonda tristezza. È dunque il Risorto, che cammina sulle strade dell’uomo, a trasformare ogni percorso in un approfondimento della Parola rivelata: «Cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui». Giunti ad Emmaus, con la delicatezza di un amico e di un maestro, e per lasciarli liberi, «fece come se dovesse andare più lontano». Ma la reazione dei due discepoli corrisponde al nuovo stato d’animo: «Resta con noi, perché si fa sera». È il primo segno: la speranza è risorta e, nel riconoscimento di colui che aveva condiviso il cammino, la tristezza si fa rinnovato progetto di vita. «Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista», nota l’evangelista.
Ogni momento di
«grazia» può divenire atto di libertà. Il «passaggio di Dio» – significato profondo
della Pasqua – diviene il «passaggio dell’uomo». Ciò avvenne per i due discepoli
di Emmaus, ma può avvenire oggi anche per noi. Rinati nella fede, i due ritornarono
a Gerusalemme per riferire ciò che era accaduto loro lungo il cammino. Che