INFORM - N. 66 - 5 aprile 2011


EMERGENZA IMMIGRAZIONE

Il ministro dell’Interno Maroni a colloquio con il collega tunisino Habib Essid per definire l'intesa sul controllo delle partenze dei migranti e sul loro rimpatrio

In calendario per giovedì una nuova riunione della cabina di regia Governo-autonomie locali

 

ROMA - “Siamo qui per concludere l'accordo, speriamo di fare una buona cosa”. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni oggi di nuovo a Tunisi per definire l'intesa con le autorità tunisine contro l'immigrazione irregolare.

Dopo il vertice di ieri  tra il presidente del Consiglio Berlusconi ed il premier tunisino Beji Kaid Essebsi, il titolare del Viminale è tornato oggi nel paese nordafricano per chiudere l’accordo con le autorità nazionali sui controlli per arginare le partenze dei migranti dalle coste tunisine e sui rimpatri di coloro che sono già arrivati in Italia. È da ieri al lavoro a Tunisi una commissione tecnica italiana, guidata dal prefetto Rodolfo Ronconi, direttore della Polizia delle frontiere, per definire i dettagli della possibile intesa insieme alla controparte tunisina.

Per giovedì 7 aprile è in calendario una nuova riunione della cabina di regia tra Governo ed autonomie locali per l’emergenza immigrati. Il Governo, infine, avvierà un’iniziativa nei confronti dell’Unione europea per una doverosa condivisione, nel rispetto delle norme europee, dell’emergenza umanitaria.

Per quanto riguarda lo sgombero degli immigrati da Lampedusa, le operazioni di reimbarco continuano come da programma e sono ormai quasi ultimate. Gli immigrati giunti nel nostro Paese sono soprattutto cittadini tunisini ma, in generale il problema immigrati, scaturisce dalla crisi politica ed economica che ha investito e travolto i governi di alcuni paesi del Nord Africa ed interessa tutta la sponda sud del Mediterraneo.

Il presidente Berlusconi ha fatto presente che molti di questi immigrati hanno manifestato la volontà di ricongiungersi con parenti e amici. Per questi si pensa alla possibilità di concedere un permesso di soggiorno temporaneo. E, in questo caso si attiverebbe lo strumento legislativo della solidarietà europea. (Inform)

 


Vai a: