EMERGENZA IMMIGRAZIONE
Dal Cir la proposta di concedere ai migranti tunisini
sbarcati in Italia un permesso di soggiorno per protezione temporanea
Per il Consiglio Italiano per i Rifugiati tale soluzione,
che eviterebbe la creazione di 20 mila migranti irregolari, dovrebbe essere
applicata anche dalla Francia e dagli altri Stati europei
ROMA - “Concedere a tutti i tunisini arrivati in questo periodo
in Italia un permesso di soggiorno per protezione temporanea e richiedere lo
stesso trattamento alla Francia e agli altri Stati Europei” è questo il messaggio
che ha lanciato il Comitato Direttivo del Consiglio Italiano per i Rifugiati
- presieduto da Savino Pezzotta con la partecipazione di ACLI, ARCI, Centro
Astalli, CGIL, CISL, Comunità di Sant’Egidio, Federazione Chiese Evangeliche,
Fondazione Migrantes, Fondazione Franco Verga, Lega Italiana Diritti dell’Uomo,
UIL, UGL, Unione Forense per i Diritti dell’Uomo – riunitosi il 1 aprile.
L’attuale caos, l’accoglienza non dignitosa e inadeguata
e la confusione nell’opinione pubblica sono il risultato innanzitutto del fatto
che da parte del governo non c’è alcuna chiarezza sullo status giuridico delle
persone arrivate in questi ultimi 2 mesi dalla Tunisia.
Il CIR insiste affinché le leggi vigenti siano applicate
scrupolosamente. Questo include il divieto di trattenere le persone per più
di 48 ore senza ordine del giudice; di rispettare anche in situazioni di vera
o presunta emergenza i diritti elementari e la dignità delle persone; la protezione
dei minori, dei malati, delle donne in stato di gravidanza. Il CIR insiste affinché le persone siano immediatamente
trasferite da Lampedusa verso la terra ferma e che le Regioni mettano a disposizione
e allestiscano strutture di accoglienza diffuse sul territorio in collaborazione
con gli Enti locali e le organizzazioni della società civile evitando tendopoli
e altri concentramenti massicci d persone, seguendo l’esempio dato dalla Regione
Toscana.
La concessione di un permesso di soggiorno temporaneo
permetterebbe anche di superare la fuorviante distinzione tra “clandestini”
e “profughi”, fermo restando il diritto di ogni cittadino straniero di richiedere
asilo. E con la concessione della protezione si eviterebbe di creare 20mila
migranti irregolari.
Il CIR, sempre a nome dei propri soci, ribadisce che
il rimpatrio coatto massiccio in Tunisia deve essere escluso non solo perché
evidentemente impraticabile, ma anche ai fini della solidarietà dovuta al difficile
processo di democratizzazione in Tunisia.
Alla luce delle continue tragedie durante l’attraversamento
del mediterraneo in imbarcazioni inadatte alla navigazione, il CIR rilancia
il suo appello agli Stati Membri dell’Unione Europea per una evacuazione umanitaria
dei rifugiati sub-sahariani da Libia,Tunisia, Egitto e Algeria.
Il CIR, infine, sottolinea la proposta già presentata
al ministro dell’Interno Maroni di istituire immediatamente un tavolo di consultazione
su tutti questi aspetti tra il governo, gli enti istituzionali e gli enti
della società civile tra i più rappresentativi. (