INFORM - N. 62 - 30 marzo 2011


IMMIGRAZIONE

Regione Toscana, Anci e Upi Toscana

Parte domani da Lucca un ciclo di incontri in 13 tappe

Lo scopo è affrontare tutti i temi legati all’integrazione e alla cittadinanza nell’ottica della piena applicazione dei principi e delle norme contenute nella legge regionale sull’immigrazione

 

FIRENZE – Lucca ospiterà domani (ore 9.30 sala M. Luisa in Provincia, Piazza Napoleone 32) il primo dei 13 incontri sull’immigrazione in Toscana. Il ciclo è organizzato da Regione, Anci e UPI Toscana e toccherà tutte le province. Lo scopo è affrontare tutti i temi legati all’integrazione e alla cittadinanza nell’ottica della piena applicazione dei principi e delle norme contenute nella legge regionale sull’immigrazione. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla condivisione degli obiettivi comuni tra istituzioni pubbliche e organismi del terzo settore e privato sociale.

Il programma prevede tre incontri organizzati per aree vaste (Lucca, Firenze e Grosseto), ai quali saranno invitati a partecipare i rappresentanti degli enti locali, e dieci incontri nelle province, aperti ai rappresentanti del mondo dell’associazionismo e del privato sociale che operano nel settore. Il 18 giugno è previsto l’evento finale, che dovrebbe essere organizzato Pisa.

Durante gli incontri verranno in particolare esaminate e discusse alcune tematiche centrali nello sviluppo delle politiche di integrazione e di promozione delle relazioni interculturali nei territori: percorsi di rappresentanza e di partecipazione al governo dell’immigrazione e alla vita pubblica locale dei cittadini stranieri (attraverso la qualificazione e l’espansione nel territorio dei consigli e delle consulte degli stranieri), reti dei punti informativi ReSISTo (a supporto per le procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e di tutte quelle relative allo status giuridico del cittadino straniero), percorsi di tutela e azioni antidiscriminazione (da realizzare insieme all’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e con le istituzioni locali), accesso alla globalità dei servizi territoriali, sviluppo di opportunità di apprendimento della lingua italiana per promuovere cittadinanza attiva (attraverso l’espansione della rete di servizi territoriali impegnati in questo ambito ed il raccordo tra i servizi pubblici inseriti nell’organizzazione del settore dell’istruzione e dell’educazione degli adulti – Centri Territoriali Permanenti – con quelli erogati dal volontariato e dal terzo settore), insegnamento e diffusione della Costituzione italiana.

“Questa iniziativa – ha spiegato l’assessore al welfare Salvatore Allocca – cade in un momento molto delicato non soltanto per la nostra regione e per l’Italia. Un momento che merita di essere affrontato senza alimentare paure ingiustificate ma in modo condiviso e appropriato. Governare il fenomeno migratorio significa anzitutto gettare le basi affinchè queste persone possano partecipare in maniera attiva alla vita pubblica, renderli cittadini veri. In Toscana abbiamo fatto passi avanti importanti, grazie soprattutto alla legge regionale i cui principi devono adesso trovare piena e concreta attuazione. Per noi in questa fase, attraverso questo ciclo di incontri, è importante raccogliere le voci dei vari territori per la programmazione futura”. “Questo percorso avviato con province e comuni – ha detto Mario Regoli, il delegato per le politiche sociali di Upi Toscana – per la valorizzazione dell’inclusione sociale si rivela a maggior ragione importantissimo in questa fase drammatica in cui ulteriori emergenze rischiano, da una parte, di far divampare incendi sociali e, dall’altra, di condurre a strumentalizzazioni di un fenomeno che invece merita di essere gestito in modo razionale. Proprio come, ormai da tempo, la Regione ha deciso di affrontarlo”. “La partecipazione – ha dichiarato la componente della consulta immigrazione di Anci Toscana Nadia Conti – è un elemento essenziale non solo allo sviluppo delle politiche di integrazione, ma anche, come dimostra la rete degli oltre 190 Comuni coinvolti nel progetto ReSISTo nel territorio toscano, a creare interazioni, proposte e processi interculturali che sono importanti per la coesione sociale delle nostre città. Creare interazioni, come l’informazione ai giovani nati in Italia, figli di genitori non italiani, sulle modalità per richiedere la cittadinanza italiana, o il consegnare “un benvenuto” ai cittadini che entrano in possesso della cittadinanza italiana, sono elementi che creano una comunità e facilitano e promuovono le relazioni ma anche il senso di appartenza e di comunione con le città in cui si sceglie di vivere”. (Inform)

 


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