ITALIANI ALL’ESTERO
Un decreto del ministero delle Politiche
agricole istituisce l’elenco dei ristoratori di qualità all’estero
Razzi: Dal decreto in poi ci sarà una sola
targa che attesterà la qualità e sarà quella di “Ottimo - Ristorante italiano
di qualità”
ROMA - Un decreto del ministero delle Politiche agricole che porta la firma del ministro Giancarlo Galan e la data del 16 marzo (prima quindi del suo passaggio alla Cultura) istituisce “l’elenco dei ristoratori di qualità all’estero”. I locali e gli chef iscritti potranno esibire una targa con su scritto “Ottimo - Ristorante italiano di qualità” con il logo del ministero. Sarà anche predisposta un guida turistica on line che permetterà a chiunque di individuare i veri ristoranti italiani all’estero.
Tra i requisiti richiesti per l’iscrizione all’elenco, il decreto prevede che il ristorante: abbia acquistato ingredienti di provenienza italiana, di cui una parte sia costituita da prodotti Dop; proponga una carta dei vini con una significativa presenza di vini italiani, in particolare Docg, Doc e Igt, mentre per le pizzerie è previsto che il menù offra una selezione di birre italiane; abbia in menù almeno un piatto preparato esclusivamente con prodotti di provenienza italiana, secondo la tradizione della “Dieta Mediterranea - Patrimonio dell’Umanità Unesco”; inserisca nella propria carta l’indicazione dell’origine delle materie prime utilizzate e illustri la ricetta delle specialità tradizionali italiane.
Per il deputato Antonio Razzi, eletto all’estero per la ripartizione Europa nella lista dell’Italia dei Valori ed ora nel gruppo dei Responsabili, il decreto può definirsi una tappa importante e concreta per il riordino di tutta la ristorazione italiana nel mondo. La nostra cucina, le nostre tradizioni sono assai apprezzate all’estero sia per la qualità dei prodotti made in Italy sia per la variegata gamma delle nostre ricette. Il decreto - spiega Razzi - è praticamente a costo zero, non grava cioè sulle casse dello Stato. La stessa creazione del Comitato di studio sarà composta da esperti e componenti delle istituzioni senza previsione di spesa alcuna che lavoreranno per spirito di liberalità. Rappresenta una prima tappa per instaurare un regime nuovo ufficiale, trasparente ed efficace che chiarisca la differenza tra una semplice associazione di ristoratori italiani all’estero con la certificazione di marchio e qualità.
La concessione della targa - ribadisce Razzi - è un’altra cosa da una semplice associazione: è né più e né meno la certificazione acquisita ufficialmente a seguito del decreto di un ministro del nostro essere “italiani” nelle cose che si vendono e si cucinano all’estero. . Dal decreto in poi ci sarà una sola targa che attesterà la qualità e questa sarà la targa di “Ottimo - Ristorante italiano di qualità”. Nessun altro simbolo, scudetto, logo o vessillo avrà lo stesso significato e nessuno di questi sarà idoneo ad attestare la qualità della ristorazione per dirsi “italiana”. (Inform)