IMMIGRAZIONE
I ministri Frattini e Maroni a Tunisi per
il ripristino di regole comuni
L’Italia, nell’ambito della ripresa della
collaborazione per contrastare l’immigrazione clandestina, chiede alla Tunisia
un immediato ed adeguato controllo costiero nonché la collaborazione in materia
di identificazione e riammissione degli irregolari. Impegni sono stati presi
dalle autorità tunisine per contrastare le partenze di migranti
ROMA - I ministri Franco Frattini e Roberto Maroni si sono recati a Tunisi per una serie di incontri istituzionali con l'obiettivo di ripristinare regole comuni all’immigrazione e frenare gli sbarchi di tunisini verso Lampedusa, circa 15 mila nei primi tre mesi dell'anno. I due ministri hanno incontrato il premier tunisino Beji Caid Essebsi ed altri ministri: le autorità tunisine si sono impegnate a contrastare le partenze di migranti e l’Italia fornirà mezzi, addestramento ed una linea di credito per 150 milioni di euro.
Le relazioni bilaterali
dell’Italia con
L’impennata negli
sbarchi di immigrati clandestini dopo la crisi politico-istituzionale che ha
interessato il paese ha riproposto con evidenza ancora maggiore la centralità
del tema del controllo dei flussi migratori. Di qui, anche in considerazione
dell’evoluzione della situazione nel Paese, la necessità per l’Italia di riprendere
pienamente la collaborazione in materia migratoria con
L’Italia ha dato
la sua disponibilità a dare sostegno alla Tunisia in termini di intervento di
assistenza di emergenza, di programmazione di iniziative per lo sviluppo delle
aree più depresse del Paese, di coinvolgimento del settore privato italiano
ed ha sollecitato l'UE, fin dall'inizio della crisi, a rilanciare la collaborazione
con
In ambito Ue è
stata avviata un’ampia riflessione sulle modalità per fornire un sostegno adeguato
al processo di transizione democratica in Tunisia, sia nel breve periodo che
nel più lungo termine, nel quadro di una più generale revisione della strategia
Ue nei confronti della regione. Una prima risposta si è concretizzata in un
aumento dell’assistenza finanziaria destinata a Tunisi, con l’aggiunta di 17
milioni di euro ai fondi già stanziati dallo strumento Enpi in favore del Paese.
Le ulteriori allocazioni sono finalizzate alla preparazione delle elezioni per
l’assemblea costituente (fissate per il prossimo mese di luglio), all’invio
nell’occasione di una missione di osservatori, nonché alla realizzazione di
programmi in favore della società civile. (