INFORM - N. 58 - 24 marzo 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

L’assessore in  Argentina con il consigliere Perazzolo. Incontri con i laziali a Buenos Aires

Forte: La Regione Lazio investe sui suoi giovani all’estero

“Cinque borse di studio per l’internazionalizzazione. Presto Casa del Migrante e Museo dell’Emigrazione”. L'Uruguay prossima tappa della visita  alle comunità laziali

 

BUENOS AIRES – “I nostri emigrati all'estero possono rappresentare una leva per uscire dalla crisi. Dei punti di riferimento nella creazione di partnership in settori strategici dell'imprenditoria della nostra regione e di nuove opportunità di business”. Lo ha sottolineato Aldo Forte, assessore della Regione Lazio alle Politiche sociali e famiglia con delega all’emigrazione, che in questi giorni è a Buenos Aires per incontri con i corregionali di Argentina. Poi l’assessore Forte, in missione con il consigliere Maurizio Perazzolo (presidente della commissione politiche sociali), farà tappa in Uruguay dove incontrerà le comunità laziali.

A Buenos Aires, nella sede dell'Alma Mater Studiorum, Forte ha firmato il protocollo di intesa con il quale la Regione ha messo a disposizione cinque borse di studio per giovani figli di emigrati laziali laureati in economia. “Il loro compito - ha spiegato Forte in conferenza stampa - sarà di implementare una già esistente prima mappatura delle imprese laziali presenti in Argentina e individuare quelle con caratteristiche analoghe nel Lazio. I dati saranno contenuti in un sito specifico, sul quale saranno inserite informazioni anche sulle opportunità e sugli strumenti finanziari disponibili per l'attrazione di investimenti esteri nel Lazio”. Forte ha spiegato che si tratta di “un percorso di formazione mirato, con l'obiettivo  di fare di questi ragazzi i link privilegiati per nuove forme di cooperazione di impresa tra la Regione e la comunità laziale presente in Argentina. Veri e propri esperti e promotori del made in Lazio sui mercati internazionali”. “Sulla stessa scia - ha continuato Forte - stanno per partire a Roma dei master promossi anch'essi dalla Regione per la formazione di giovani manager esperti in specifici settori quali, ad esempio, la moda e il design, l'agricoltura e la cantieristica. Settori dalla vocazione all'internazionalizzazione e per i quali la stessa Camera di Commercio italo-argentina ci ha confermato una forte richiesta di figure specializzate. L'idea – ha detto - è quella di individuare i mercati esteri verso i quali le nostre aziende intendono dirigersi, selezionare direttamente lì giovani di origine laziale meritevoli, formarli in Italia e farne dei promoter delle imprese della nostra regione nel paese in cui sono nati e cresciuti”. Un'idea che Forte ha discusso con il responsabile della Camera di Commercio Italiana in Argentina, Claudio Farabola, e con alcuni dei maggiori imprenditori italo-argentini. “Dall'incontro - ha annunciato Forte - è uscita rafforzata la convinzione di puntare sui giovani e di rafforzare il dialogo tra le diverse istituzioni italiane all'estero. Un'idea che ha trovato consenso e appoggio anche da parte del console di Buenos Aires, Scognamiglio, e dall'ambasciatore La Tella, il quale ha sottolineato la sua disponibilità a mettere in rete le conoscenze e le informazioni per creare nuove opportunità. Ed evitare, così - ha concluso l’assessore -  che si attui un totale sradicamento delle seconde e terze generazioni di emigrati di origine laziale nei confronti del nostro paese e che, quindi, vada smarrita l'enorme ricchezza che esse rappresentano per la nostra cultura e la nostra economia nel mondo”.

L’assessore si è recato anche presso la Società Dante Alighieri dove ha premiato sei giovani, figli o nipoti di emigrati laziali in Argentina, che si sono distinti nell'apprendimento della lingua italiana. “Vogliamo investire sulla cultura italiana e sui giovani emigrati laziali anche per allargare i nostri mercati” ha precisato Forte. Sottolineando, a margine dell’incontro, che “questi ragazzi  condividono a pieno la cultura, le tradizioni e i valori del nostro paese e, anche se parliamo ormai di terze e quarte generazioni di emigrati di origine laziale, si sentono a tutti gli effetti parte della nostra regione. Per loro – ha proseguito - la conoscenza dell'italiano può rappresentare un valore aggiunto sul mercato del lavoro. Un'opportunità da sfruttare anche per lo sviluppo del Lazio e l'internazionalizzazione dei suoi prodotti. La strada da percorrere è quella di fare di questi giovani i manager delle nostre aziende regionali nei loro paesi. Ci stiamo muovendo in questa direzione. Da un lato – ha spiegato l’assessore - investendo sui corsi di lingua italiana, mettendo a disposizione dei nostri giovani corregionali 160 borse di studio presso la Dante per il 2011, venti in più rispetto all'anno passato. Dall'altro, organizzando periodi formativi e stage presso le aziende laziali”. Forte ha inoltre annunciato che a breve sarà pronto il nuovo sito internet dell'Assessorato, sul quale ci sarà “un'area esclusivamente dedicata agli emigrati di origine laziale, nella quale avranno a disposizione corsi di lingua italiana online, materiale didattico virtuale per bambini e un social network rivolto ai più giovani”. Uno spazio nel quale trovare le informazioni e le opportunità offerte dalla Regione, discutere su particolari focus tematici di interesse in tema di emigrazione e mettere in rete idee da sviluppare insieme anche se si vive in continenti diversi. “Una rete virtuale grazie alla quale rinsaldare i legami con la nostra regione e contribuire a distanza al suo sviluppo socio-culturale e imprenditoriale”.

Grande attenzione ai giovani anche da parte del presidente della commissione politiche sociali Perazzolo. Il quale ha annunciato che “a breve presenteremo la legge quadro regionale delle Politiche giovanili. Una legge - ha spiegato - rivoluzionaria per due aspetti. Da un lato perché semplifica il corpus legislativo in materia. Non ci saranno tante leggine, ma una sola legge esaustiva. Dall'altro, perché si tratta di un testo prodotto dai giovani, che sono stati coinvolti direttamente nella definizione dei suoi punti. E al quale, grazie alle moderne tecnologie, - ha poi concluso Perazzolo rivolgendosi alla platea di giovani laziali - potrete contribuire anche voi, inviando per e-mail le vostre osservazioni”.

L’assessore Forte a Buenos Aires  ha incontrato anche più di 200 rappresentanti delle 14 associazioni di laziali in Argentina, che contano più di diecimila iscritti. E che attendevano da più di 13 anni la visita istituzionale di un assessore regionale.A loro Forte ha annunciato che “stiamo realizzando una Casa del Migrante e un Museo dell'Emigrazione della Regione Lazio” . La Casa del Migrante, ha spiegato, nascerà in una località turistica della costa laziale, dal restauro di un edificio di pregio di proprietà regionale. Il progetto prevede la creazione di un ostello polivalente dove “ospitare quegli emigrati laziali anziani che altrimenti non avrebbero la possibilità economica per visitare dopo tanti anni il loro paese di origine”. E dove “realizzare i soggiorni studio per i giovani figli e nipoti dei nostri corregionali all'estero, ai quali offrire la possibilità di approfondire lo studio della lingua e della cultura italiana”.

La Casa del Migrante ospiterà anche un Museo dell'Emigrazione. Sarà, ha spiegato l’assessore, “un museo interattivo nel quale ripercorrere la storia dei migranti di origine laziale che risulta quanto mai utile soprattutto oggi che sempre più siamo chiamati a confrontarci con il fenomeno opposto dell'immigrazione”. “Ricordare il nostro passato e quello che noi abbiamo costituito per i paesi nei quali siamo arrivati, proprio come l'Argentina nella quale esistono città con oltre il 60 per cento della popolazione di origine italiana, è imprescindibile per affrontare la questione non come un problema, ma come un'opportunità di sviluppo” ha detto Forte. Sottolineando come, con questi interventi “così come con questo viaggio”, la Regione intenda “rinsaldare i legami con i suoi emigrati, perché questi sono i nostri migliori ambasciatori nel mondo e rappresentano una doppia risorsa, culturale ed economica”. (Inform)

 

 


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