I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA
Napolitano agli italiani nella Notte Tricolore
"Festeggiamo in tanti, insieme. Uniti sapremo vincere
tutte le difficoltà"
ROMA - "L'importante è che anche se ognuno ha i suoi problemi, i suoi interessi e le sue idee, e discutiamo e battagliamo, ognuno ricordi sempre che è parte di qualcosa di più grande che è la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia. E se saremo uniti sapremo vincere tutte le difficoltà che ci attendono".
E' quanto ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel saluto agli italiani nella Notte Tricolore dalla Piazza del Quirinale. "La prima cosa importante - ha detto il Presidente - è che l'Unità la festeggiamo in tanti, e nemmeno solo nelle piazze d'Italia: la festeggiamo nei tanti paesi pieni di italiani che ci sono nel mondo, e la festeggiano gli italiani in divisa in Afghanistan, nel Kosovo e nel Libano".
"Voglio veramente inviare - ha aggiunto - l'augurio più affettuoso a tutte le italiane e gli italiani di ogni età, di ogni condizione sociale e di ogni idea politica che festeggiano insieme questo nostro grande compleanno".
Per il Capo dello
Stato "festeggiamo il meglio della nostra storia. Abbiamo avuto momenti
brutti, abbiamo commesso errori, abbiamo vissuto pagine drammatiche, ma abbiamo
fatto tante cose grandi e importanti. Grazie all'unità siamo diventati un paese
moderno". "Se fossimo rimasti - ha sottolineato il Presidente Napolitano
- come nel 1860, divisi in otto Stati, senza libertà e sotto il dominio straniero,
saremmo stati spazzati via dalla storia, non saremmo mai diventati un grande
paese europeo. Eravamo già in ritardo allora di fronte alla Spagna, alla Francia,
all'Inghilterra, che erano già dei grandi Stati nazionali, e stava per diventarlo
"Eravamo in ritardo, - ha aggiunto il Capo dello Stato - ma per fortuna non abbiamo atteso ulteriormente perché ci sono state schiere di nostri patrioti che hanno combattuto, hanno dato la vita e hanno scritto pagine eroiche che noi dobbiamo avere l'orgoglio di ricordare e rivendicare, perché solo così possiamo anche guardare con fiducia al futuro, alle prove che ci attendono. Ne abbiamo passate tante, passeremo anche quelle che abbiamo di fronte in un mondo forse più difficile".
Nella mattinata
del 16 marzo, il Capo dello Stato aveva visitato, al Complesso del Vittoriano,
accompagnato dal Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dal sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno,