150° DELL’UNITA’ D’ITALIA
Una
mostra itinerante in Svizzera
FIRENZE - Mazzini
vi si rifugiò per alcuni anni e vi fondò la “Giovine Europa”. Anche Cattaneo
trovò riparo in Svizzera. E con lui molti altri patrioti ed esuli del Risorgimento.
Non poteva dunque che iniziare dalla Svizzera, terra peraltro dove tanti italiani
e toscani sono il secolo scorso emigrati, il viaggio della mostra sull’Unità
d’Italia,
Nelle settimane scorse, dal 14 al 28 febbraio, la mostra ha fatto tappa a Neuchatel, nel cantone omonimo della Svizzera. Il 4 marzo è arrivata Sion, nel cantone Vallese, dove rimarrà fino al 14 marzo e di seguito si sposterà a Zurigo, ospite a “Casa d’Italia” il 17, 18, 19 e 20 marzo e poi ancora il 25,26 e 27 marzo, assieme ad altre iniziative sul Risorgimento tra cui una conferenza storica di Tindaro Gaetani, proprio in occasione dell’inaugurazione il 17 marzo.
L’ingresso alla
mostra è naturalmente gratuito – l’occasione per raccontare ad un pubblico locale,
eterogeneo,
Contributi
multimediali in arrivo
La mostra parla
della Toscana, del Risorgimento e del ruolo centrale che
Dai
Lorena a Firenze capitale
La rassegna parte
dai Lorena e dei Lorena si sottolineano la spinta riformatrice ma anche le contraddizioni:
come quella di una dinastia che, anche se profondamente radicata nella tradizione
toscana, era pur sempre un ramo della casa regnante nell’impero austriaco. Vengono
ricordate le riforme nel campo agrario e del commercio, le bonifiche e lo sviluppo
delle infrastrutture: prime fra tutte le strade e le ferrovie che furono realizzate,
facendo della Toscana una regione all’avanguardia. Si parla anche della scuola
e dell’educazione popolare, che fu al centro della riflessione e dell’attività
di personaggi come Gino Capponi, Cosimo Ridolfi e Raffaello Lambruschini, e
dei movimenti di opposizione di ispirazione carbonara e mazziniana.
La seconda parte della mostra è dedicata agli anni dopo il 1848, con il progressivo
emergere di una opposizione non solo di tendenza democratica e repubblicana
ma formata dalla stessa classe dirigente liberale moderata, la trasformazione
di Firenze negli anni in cui fu capitale, non senza qualche malumore per l’arrivo
di trentamila piemontesi e gli affitti schizzati alle stelle, e alla questione
della lingua. (Walter Fortini-