ITALIANI ALL’ESTERO
A Sydney i lavori della Commissione continentale
Paesi anglofoni extraeuropei
Marco Fedi (Pd): “Al Cgie propongo di tornare a sognare”
ROMA – “I lavori della Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extra-europei del CGIE si sono svolti a Sydney in un momento particolarmente complesso della nostra storia. Un momento in cui ci accomuna il dolore: per eventi naturali, dal terremoto in Abruzzo ed Haiti a quello di Christchurch, dagli incendi di Melbourne alle alluvioni del Queensland, dalle alluvioni in Brasile ed Italia, ai tanti eventi climatici e naturali che stanno colpendo il nostro pianeta con drammatica assiduità”. Inizia cosi la riflessione di Marco Fedi, deputato del Pd eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
“Il dolore per
i nostri militari, italiani ed australiani, che hanno perso la vita in Afghanistan
ed in altre missioni di peace-keeping nel mondo - prosegue Fedi -. Il dolore
per le vittime dei processi di “liberazione democratica” in Tunisia, Egitto,
Libia ed in gran parte del medio- oriente. Il dolore per i morti della speranza,
donne, uomini e bambini, in fuga dalla guerra e dalla disperazione e deceduti
nel Mediterraneo come nell’oceano Pacifico. Il dolore per chi ogni giorno perde
la speranza di un lavoro, le opportunità per una attività imprenditoriale, la
possibilità di accedere a un concorso, il sostegno economico di uno stato sociale
sempre più ridotto. Dopo
“In questo percorso ad ostacoli, - afferma Fedi ricordando i tagli ai capitoli di spesa per i nostri connazionali all’estero - in tre anni e tre finanziarie del Governo Berlusconi, a perdere sono stati anche gli italiani nel mondo” . “Per noi – aggiunge - non è solo una questione di tagli, nei settori della scuola, della formazione, della cultura, dell’assistenza, della rete consolare, si pone anche come assenza di riforme, assenza di politica attiva, di direzione, assenza di senso della storia, assenza di percorso, assenza di sogno. Nel settore della promozione della lingua italiana, nonostante l’inserimento della nostra lingua tra quelle prioritarie del curriculum scolastico nazionale, risultato positivo raggiunto grazie al lavoro comune, rischiamo di non poter sostenere questa nuova importante sfida con gli enti gestori di tutta Australia in grave difficoltà economica.
Tutto ciò avviene
in un clima di ‘abbandono’, per cui il principio della parità di trattamento
tra italiani in Italia e italiani all’estero diventa una sorta di inutile di
Per quanto riguarda le riforme non ancora realizzate Fedi precisa come a tutt’oggi sia “ferma la riforma della cittadinanza, fermi, anzi bloccati, i diritti sindacali per il personale a contratto locale della rete diplomatico-consolare, assente ogni vera intenzione di modificare l’esercizio in loco del diritto di voto, cancellato l’assegno di solidarietà agli italiani indigenti. Con il blocco delle riforme – puntualizza il deputato del Pd - rischiamo di bloccare anche l’emancipazione di un patrimonio di italianità a cui spesso fa riferimento il mondo politico italiano. In questa sostanziale politica della disparità di trattamento, esonero ICI per tutti fuorché italiani all’estero, gli esonerati dall’esonero, detrazioni fiscali per carichi di famiglia estese ai residenti all’estero solo per 1 anno, decisione incomprensibile poiché si torna a ribadire il principio ma se ne rateizza la soluzione, indebiti pensionistici confermati e rafforzati, con pignoramento, anziché tener conto dei ritardi dell’INPS nello svolgere le campagne di verifica del reddito e quindi pensare ad una sanatoria, i 10 anni di residenza per l’assegno sociale senza tener conto della residenza all’estero dei nostri connazionali indigenti quando rientrano in Italia – ecco, la disparità di trattamento diventa la politica del Governo”.
Per quanto concerne il riacquisto della cittadinanza da Fedi viene evidenziato come al momento, a fronte dello stallo della riforma, le amministrazioni comunali finiscano con l’adottare decisioni diverse tra loro. “Le circolari del ministero dell’Interno, spesso mal scritte, - segnala il deputato - non vengono applicate o vengono interpretate da funzionari senza qualifiche e formazione di comuni abbandonati al loro destino. E ciò riguarda anche l’AIRE. Due anni per una iscrizione AIRE appaiono più come una condanna all’assenza dello Stato che una buona prassi amministrativa. Eppure gli italiani all’estero sono ancora uniti, chiedono e vogliono celebrare il 17 marzo, 150esimo Anniversario dell’Unità d’Italia, non rinunciano ai loro spazi di autonomia, all’esercizio del libero pensiero, alla politica della conoscenza. E lo fanno attraverso strumenti come i Comites e il Cgie.
Ecco, - conclude
Fedi - al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero propongo di tornare a
sognare. Di riprendere un’azione di costruzione di una realtà parallela, fatta
di conoscenza e discussione e proposta. Una realtà che un giorno, Governi seri
ed impegnati anche sul fronte degli italiani nel mondo, riusciranno a trasformare
in azione democratica di governo. Anche le realtà parallele possono incontrarsi,
non solo nelle convergenze, non solo nelle emergenze, non solo nel sogno, ma
anche nelle buone pratiche democratiche di ogni giorno. Ringrazio il Cgie per
le buone pratiche democratiche quotidiane e per il costante impegno”. (