INFORM - N. 45 - 4 marzo 2011


ASSOCIAZIONI

Conclusa a Roma la Conferenza nazionale degli amministratori locali Mcl

Costalli: “Cattolici in politica: interrogare la propria coscienza”

Sul testamento biologico: “approvazione rapida e a larga maggioranza”

 

ROMA - Il cattolico in politica deve fare continuamente delle scelte che chiamano in causa la sua coscienza morale. Se assume poi delle cariche pubbliche il cattolico non rappresenta solo i cattolici e nemmeno i suoi elettori in generale, men che meno rappresenta la Chiesa, ma è a disposizione della casa comune di tutti i cittadini per operare per il bene di tutti” ha affermato il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), Carlo Costalli, concludendo a Roma la Conferenza Nazionale degli Amministratori locali del Movimento, cui hanno preso parte 250 consiglieri comunali, provinciali, regionali.

“Questo assegna alla coscienza morale del cattolico un ruolo molto importante: la politica non è mai solo teoria o procedura e quando il politico ha assolto tutti gli obblighi formali non ha ancora assolto tutti i suoi doveri. La politica non è al servizio di se stessa ma è al servizio di altro, ben più importante: la dignità della persona ed il bene comune.

Su questo, prima ancora che sulle procedure, il politico cattolico dovrà interrogare la propria coscienza”, ha continuato Costalli. “Capita nell’azione politica che ci si trovi davanti a scelte che implicano anche delle azioni normalmente inammissibili. E’ il caso, per esempio, del riconoscimento per legge del diritto ad abortire , o delle leggi che permettono il sacrificio di embrioni umani, oppure quelle che legalizzano il suicidio assistito e l’eutanasia, o che si oppongono alla famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. A queste e ad altre simili scelte il cattolico non può dare assolutamente il proprio assenso”.

“Non vale qui la tesi, di molti, secondo cui un conto è il comportamento personale e un altro è quello dell’uomo pubblico, come a dire: personalmente si è contrari all’aborto ma da responsabili della cosa pubblica non si può imporre ad altri di pensarla come noi”.“Questo ragionamento non sta in piedi perché la prima cosa che l’uomo pubblico deve difendere è la verità naturale sull’uomo, la famiglia, la vita. Realtà, queste, che non appartengono a nessuno e che quindi nessuno può disconoscere”.

“E una tappa importante per verificare la coerenza dei cattolici (ovunque eletti) è l’appuntamento, la settimana prossima, alla Camera sul testamento biologico: ne auspichiamo un’approvazione rapida con una larga maggioranza”, ha concluso Costalli.

Nel corso dei lavori della Conferenza MCL degli Amministratori locali, presieduta da Guglielmo Borri vicepresidente nazionale MCL, Pierpaolo Saleri, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Italiana Europa Popolare, ha presentato il Manifesto diretto agli Amministratori Locali di area cattolica. Al dibattito sono intervenuti anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, il consigliere della Regione Lazio Olimpia Tarzia e il consigliere comunale di Siena Marco Falorni. (Inform)

 


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