INFORM - N. 37 - 22 febbraio 2011


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

A Pozza di Fassa in Trentino per parlare di lingue, sport e identità

 

TRENTO - Davanti a un pubblico numeroso fatto di giovanissimi atleti ma non solo, "Sportament. Lingue sport e identità", l'appuntamento scelto ieri per celebrare, a Pozza di Fassa presso la Scuola ladina, la "Giornata Internazionale della Lingua Madre". Si è discusso di sport come laboratorio linguistico di neologismi, orizzonti espressivi inediti, strumento di convivenza e crescita culturale, anche nelle piccole comunità locali.

Sono seimila le lingue parlate al mondo, alcune appartengono al patrimonio della "maggioranza" della popolazione di uno Stato, altre sono meno diffuse, fanno parte dell'identità di gruppi numericamente ridotti di persone che esprimono la loro cultura, il loro patrimonio sociale attraverso la lingua dei loro antenati.

Il fenomeno delle "minoranze linguistiche" è diffuso in tutto il mondo. In Europa basta pensare ai Catalani, agli Occitani, ai Frisoni, ai Baschi, ai Gallesi. In Italia sono riconosciute ben 12 minoranze linguistiche: sono le comunità d'origine germanica come i Mòcheni, i Cimbri, i Walser, sono le comunità che parlano albanese, catalano, greco, ladino, friulano, sloveno, croato, occitano, sardo e franco-provenzale.

Per salvaguardare il patrimonio linguistico e culturale delle lingue parlate nel mondo, l'Unesco ha dichiarato il 21 febbraio di ogni anno "Giornata Internazionale della Lingua Madre", a testimonianza di una particolare sensibilità verso il pluralismo e la diversità culturale.

Anche in Trentino si riflette sulle lingue meno diffuse, le lingue madri e proprie dei Ladini di Fassa, dei Mòcheni della Bersntol, dei Cimbri di Luserna, che rappresentano ed esprimono un patrimonio straordinario di civiltà e di cultura che fa più ricco l’orizzonte della provincia autonoma. (Inform)

 


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