INFORM - N. 34 - 17 febbraio 2011


ITALIANI ALL’ESTERO

Mantica sull’assistenza ai connazionali detenuti o in attesa di processo

Il sottosegretario agli Esteri risponde ad un’interrogazione di Zacchera e Carlucci (Pdl). “La riduzione della dotazione finanziaria del Mae non ha determinato un abbassamento del livello di assistenza”

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, ha risposto nei giorni scorsi ad un’interrogazione scritta presentata dai deputati del Pdl Marco Zacchera e Gabriella Carlucci in merito all’assistenza rivolta ai detenuti italiani all’estero.

I deputati avevano espresso timori di eventuali ripercussioni negative su questo fronte dovute ai tagli di bilancio a danno del Mae previsti dal patto di stabilità e da recenti normative in materia finanziaria, tagli “purtroppo molto consistenti – scrivono nell’interrogazione – e che porteranno fatalmente ad una riduzione delle possibili attività anche dei nostri consolati”, tra le cui competenze spicca appunto quella “dell’assistenza ai nostri connazionali detenuti o oggetto di processi in diverse parti del mondo”.

Al Mae si chiedeva dunque quali iniziative proponesse attivare “al fine di alleviare le conseguenze negative dei tagli in merito all’assistenza degli italiani detenuti all’estero”.

Mantica tiene a precisare nella sua risposta che “la riduzione della dotazione finanziaria non ha determinato un abbassamento del livello dell’assistenza” fornita a questi ultimi, stimati secondo gli ultimi dati ufficiali, aggiornati al 31 dicembre 2009, in 2.905: l’83,6% in Europa, il 13,2% nei Paesi delle Americhe, l’1,9% in Asia e Oceania, l’1,2% nei paesi del Mediterraneo e Medio Oriente e il restante 0,1% in Africa Sub-Sahariana. Dai 2.905 soggetti, secondo i dati forniti dal sottosegretario, circa un terzo (1.063) sono in attesa di giudizio.

Mantica elenca poi quali sono gli interventi prestati dalle rappresentanza diplomatico consolari in quest’ambito: visite consolari; indicazione di un legale; cura dei contatti con i familiari in Italia; fornitura, quando necessario e consentito dalle norme locali, di assistenza medica, farmaci, alimenti, libri, giornali ed eventuali pacchi dono; erogazione di sussidi a seconda di situazioni contingenti e necessità individuali; collaborazione con le autorità competenti per il trasferimento in Italia, qualora il connazionale sia detenuto in Paesi aderenti alla Convenzione di Strasburgo sul trasferimento dei detenuti o ad accordi bilaterali ad hoc; intervento in casi particolari per sostenere domande di grazia per ragioni umanitarie.

“Per completezza d’informazione si fa presente che un ufficio consolare non può intervenire in giudizio per conto del connazionale – aggiunge Mantica. - Se la sede non dispone di fondi sufficienti, in casi eccezionali, può chiedere al ministero un finanziamento integrativo per far fronte a specifiche esigenze di assistenza ai connazionali detenuti nella propria circoscrizione”.

“Le informazioni relative ai detenuti presenti in ogni circoscrizione consolare, oggetto di costanti aggiornamenti, - conclude il sottosegretario - sono state messe in rete nell’ambito di un programma protetto ‘Mirta - Monitoraggio in rete tutela e assistenza’ cui possono accedere gli operatori degli uffici consolari ed il personale del ministero preposto a questa attività”. (Inform)

 


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