CAMERA DEI DEPUTATI
Il sottosegretario agli Esteri Scotti risponde all’interrogazione
Narducci e Tempestini (Pd) sul caso Righi
“Il Mae, in stretto raccordo con l’Ambasciata italiana
a Madrid, ha seguito, segue e continuerà ad essere vicino al nostro connazionale,
alla famiglia e agli avvocati”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, ha risposto ieri alla Commissione Esteri della Camera all’interrogazione sul caso di Simone Righi, connazionale condannato dal tribunale di Cadice a 4 anni e 6 mesi di reclusione per attentato al sindaco della città, Teofila Martinez Saiz, e a 6 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.
Righi aveva preso
parte, il 7 ottobre 2007, ad una manifestazione animalista, a Cadice, per ottenere
la chiusura di un canile a seguito dell’uccisione dei suoi tre cani ivi lasciati
in custodia per alcuni giorni ed era stato arrestato perché ritenuto responsabile
dell’aggressione subita dal sindaco in questa occasione, nel corso di “tafferugli
avvenuti tra manifestati e consiglieri comunali”, si legge nell’interrogazione
presentata sulla questione alcuni giorni fa, a seguito della condanna di Righi,
dai deputati del Pd Franco Narducci e Francesco Tempestini. I due deputati hanno
ipotizzato in proposito “un accanimento sanzionatorio” ai danni del connazionale,
che avrebbe trascorso almeno 3 giorni in isolamento dopo l’arresto e due mesi
di carcerazione preventiva, prima del rilascio “a seguito di veementi proteste
– si legge nell’interrogazione – e dopo il pagamento di 3.000 euro di cauzione
con contestuale ritiro del passaporto e con obbligo di firma mensile”. Nell’interrogazione
si domanda al Mae quali iniziative intenda assumere per accertare che il procedimento
nei confronti del connazionale Simone Righi si sia svolto “in conformità con
i principi del giusto processo e della parità di trattamento tra accusa e difesa
e per garantire la più ampia assistenza e tutela al predetto connazionale”.
“Il Mae
ha seguito la vicenda in stretto raccordo con l’Ambasciata a Madrid – ha evidenziato
Scotti nella sua risposta – sin dal momento dell’arresto a Cadice. La stessa
Ambasciata da subito è intervenuta presso le autorità giudiziarie competenti
e sulla prefettura di Cadice, mantenendo un costante contatto con i familiari
ed i legali durante l’intero iter giudiziario”. Questo intervento ha contribuito,
segnala il sottosegretario, alla“sensibile riduzione della cauzione per la scarcerazione”
(da
Anche il processo, previsto inizialmente il 4 ottobre 2010 e rinviato a causa dell’assenza di uno dei tre giudici al 24 gennaio scorso, è stato “attentamente seguito dall’Ambasciata”. A seguito delle due udienze, il 24 e 25 gennaio, Righi è stato condannato in primo grado “pur avendo presentato numerose prove a propria discolpa, tra cui alcune testimonianze ed un video – precisa Scotti, evidenziando come la sentenza sia stata emessa dal “Tribunale provinciale, organo collegiale, in quanto il reato contestato rientra tra quelli che nel codice penale spagnolo prevedono pene superiori a sei anni di detenzione”. Ora, con il ricorso al Tribunale supremo di Madrid, “sarà possibile richiede l’ammissione di eventuali nuove prove e di quelle escluse nel corso del primo giudizio”.
Il sottosegretario segnala tra i “molteplici interventi di sensibilizzazione nei confronti delle autorità locali” svolte dell’Ambasciata italiana a Madrid, quello avvenuto tra l’ambasciatore e il sindaco di Cadice a settembre 2010, “per perorare le ragioni del nostro connazionale”. Egli precisa, inoltre come quest’ultimo “al momento si trovi in Italia in libertà” e abbia “sempre espresso tramite i suoi legali vivo apprezzamento per il sostegno ricevuto dalla nostra Ambasciata a Madrid ed il costante interessamento dimostrato dalla Farnesina”. “Il Mae, in raccordo con la nostra Rappresentanza diplomatica in Spagna, - ha concluso Scotti - continuerà ad essere vicino al nostro connazionale, alla famiglia ed agli avvocati, assicurando la massima assistenza anche nel prosieguo della vicenda”.
In sede di replica Narducci, pur riconoscendo l’interessamento dimostrato dall’Ambasciata italiana a Madrid nei confronti della vicenda, ha evidenziato la necessità che il governo italiano debba “fare di più per tutelare un cittadino italiano che, pur essendo parte lesa, è stato accusato di un reato molto grave, come il presunto attentato al sindaco di Cadice”, ribadendo la “genesi di questa triste vicenda”. “Simone, come per altro da lui sostenuto nel processo, aveva soltanto esternato il suo dolore all’indirizzo del sindaco”, precisa Narducci aggiungendo che egli, anziché essere stato risarcito per l’eliminazione dei suoi cani, abbia ottenuto una pesante condanna. “Simone Righi, durante una manifestazione indetta per protestare contro il barbaro trattamento riservato ai suoi animali in quel canile, non ha mai superato il cordone di protezione del sindaco, vale a dire che non ha mai superato una distanza inferiore a tre metri dal primo cittadino – afferma l’esponente Pd, segnalando come riprese dei media spagnoli relative al comportamento della polizia ai danni del connazionale e altre testimonianze rese a suo favore non siano state prese in considerazione, comminando così “una pena assolutamente sproporzionata”.
Narducci ha concluso
chiedendo ancora una volta “un intervento più deciso del nostro Governo per
far sentire la propria voce verso quello spagnolo” e “garantire la più ampia
tutela del nostro connazionale”, a favore del quale – è stato ricordato – si
stanno mobilitando tantissime persone in tutta l’Europa. (