INFORM - N. 31 - 14 febbraio 2011


PARTITI

Avviata anche in territorio elvetico la raccolta firme del Partito Democratico che chiede a Berlusconi di fare un passo indietro

 

BASILEA – Il Partito Democratico in Svizzera rende noto che dall’inizio di febbraio è stata avviata anche in Svizzera una raccolta di firme volta a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le adesioni alla sottoscrizione vengono raccolte presso i circoli del Pd e in Internet all’indirizzo www.pd-svizzera.ch.  “Il Partito democratico – spiega la nota - si pone l’obiettivo di raccogliere 10 milioni di firme. Lo fa per dignità e non per odio....In questa iniziativa chiediamo il sostegno con le idee e con l’impegno, perché siamo convinti che sia giunto il momento della presa di coscienza diretta, senza delegare la responsabilità a terzi. Facciamolo assieme, se non ora quando?”.

Nella nota il Pd della Svizzera, oltre a sottolineare che l’Italia berlusconiana è ormai giunta al capolinea, ricorda come oggi nel mondo vi sia un Italia in fuga dal nostro paese “che dal 2006 ad oggi è cresciuta di 1 milione di persone, soprattutto giovani, pieni di energie di competenze ed entusiasmo. Un’Italia di cittadini scolarizzati che nell’impossibilità di costruirsi un futuro nel proprio Paese, ignorata dalle imprese e dalla politica, considerata superflua e rompiscatole, ha scelto la strada dell’emigrazione. La storia si ripete dunque, dopo anni di grande ricchezza e sviluppo in cui l’Italia tra gli anni ‘80 e ‘90 è diventata una delle economie più ricche ed avanzate del mondo, il paese si è nuovamente fermato, è caduto sotto il peso della sua incapacità di cambiare e di affrontare le ragioni storiche della sua arretratezza: corruzione, clientelismo, criminalità nel Mezzogiorno, fisco e inefficienza della burocrazia, assenza di una classe dirigente che metta il bene comune davanti all’interesse personale. E questa generazione tradita emigra volando Ryan Air, va a fondersi con le altre generazioni ‘dimenticate’, che a loro volta emigrarono negli anni ‘50 e ‘60 in treno con le valige di cartone, e insieme a loro assiste attonita allo spettacolo degradato che l’Italia di oggi offre di se nel mondo”.

Dal Partito democratico della Svizzera viene inoltre sottolineata la necessità di superare l’empasse berlusconiana e di dare nuovo slancio e dignità all’Italia in modo da evitare che i nostro giovani siano costretti ad emigrare. (Inform)     

 


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