INFORM - N. 29 - 10 febbraio 2011


APPUNTAMENTI

Il 24 febbraio a Bruxelles la conferenza “Multiple Artemisia”

Bruno Fornari, del Museo delle Belle Arti di Gent, parlerà della pittrice Artemisia Gentileschi vissuta fra il  XVI e XVII secolo

 

BRUXELLES – Alle 20 di giovedì 24 febbraio si terrà a Bruxelles, presso la Bibliothèque-Médiathèque Le Phare, (chaussée de Waterloo, 935, 1180 Uccle) la conferenza dal titolo “Multiple Artemisia”. Interverrà il conservatore del Museo delle Belle Arti di Gent Bruno Fornari. Artemisia Gentileschi è stata una donne poche donne pittrici del XVI-XVII° secolo. Anche al giorno d’oggi le sono dedicati film e romanzi, che s’interrogano sull’influenza della sua opera e della sua vita sconvolgente. La conferenza, che si terrà in lingua francese, fa parte del ciclo “Autobiografie e arti visive” curato da Beatrice Barbalato.

“Dopo Stendahl, – spiega Bruno Fornari, - ma soprattutto durante gli ultimi decenni del Ventesimo secolo, cineasti e scrittori sono rimasti affascinati dal diciassettesimo secolo italiano. In questo periodo storico, durante il quale si sono intrecciati violenza e sacro, sangue e oro, sono venuti alla luce numerosi romanzi ed opere cinematografiche, tra i quali si possono segnalare Dans la main de l’ange di Dominique Fernandez, ightwatching di Peter Greenaway, le Caravaggio di Jarmush, la Jeune fille à la perle de Peter Webber. Il destino di Artemisia Gentileschi- prosegue Fornari - sarebbe stato identico a quello delle sue consorelle Lavinia Fontana o Elisabetta Siriani, se non fosse stata violentata da un collaboratore del padre e se qust’ultimo non avesse portato il caso davanti al tribunale.

Il romanzo di Anna Banti, come quello di Dominique Lapierre e il film di Agnese Verlet, ci presentano una donna forte e liberata (Mulier virilis), che conduce una vita indipendente come quella di un uomo e che, proprio per questo, diviene una precorritrice del femminismo. Ma di che cosa si tratta esattamente? L’atteggiamento di Artemisia – conclude Fornari - è, quindi, conforme alla mentalità del XVII° secolo? Che cosa conosciamo con certezza sia del pittore e che della donna? Le risposte a queste domande costituiscono l’argomento principale del mio contributo”. (Inform)

 


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