INFORM - N. 27 - 8 febbraio 2011

 


ESTERI

Il ministro degli Esteri oggi a Praga dopo la visita a Belgrado

Frattini: “Negativo per l’Europa un ‘no’ alla Serbia nell'UE”

 

ROMA - Il ministro degli Esteri Franco Frattini è a Praga per incontrare i vertici della Repubblica Ceca dopo la sua visita a Belgrado e per ribadire l’appoggio dell’Italia alla candidatura della Serbia in Europa. Nella capitale ceca Frattini incontra il presidente della Repubblica Vaclav Klaus, il primo ministro Petr Necas e il ministro degli Esteri Karel Schwarzenberg, con il quale firmerà una serie di protocolli bilaterali che riguarderanno, tra l'altro, la cooperazione economica e industriale, l'energia, le politiche di integrazione europea, la politica di vicinato ed allargamento, la sicurezza, la giustizia e i Balcani. Sarà inoltre firmato un nuovo accordo di cooperazione culturale e scientifica.

Ieri a  Belgrado Frattini, incontrando il presidente della Repubblica Boris Tadic, ha ribadito l’appoggio dell’Italia al processo di avvicinamento all'Ue della Serbia, che punta, entro la fine dell'anno, ad ottenere lo status di candidato e fissare la prima data per l'avvio dei negoziati di adesione.

La visita di Frattini è servita anche a rinsaldare gli eccellenti rapporti bilaterali: a maggio si svolgerà il secondo vertice intergovernativo.

Sul tema dell’integrazione della Serbia il ministro ha detto che una chiusura dell'Ue nei confronti di Belgrado sarebbe estremamente negativa per tutta l'Europa. Perché Bruxelles politicamente e strategicamente ha lo stesso interesse di Belgrado ad integrarla.

L'integrazione europea del resto, lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Boris Tadic incontrando Frattini, è “una priorità strategica per la Serbia” che conta sul sostegno dell'Italia. Ma sulla strada di Belgrado verso l'Europa ci sono ancora tre nodi da sciogliere: le riforme - avviate dal governo -, il rapporto con il Kosovo e la collaborazione con il tribunale dell'Aja per l'arresto dei criminali di guerra Ratko Mladic e Gorean Hadzic, latitanti. Quello che è stato chiesto alla Serbia è la “piena collaborazione con il Tribunale dell'Aja” e Belgrado ha “modificato e rafforzato il sistema giudiziario, di sicurezza e intelligence”.

La volontà di collaborare con l'Aja è stata sottolineata con forza dal presidente Tadic, che l'ha definita una priorità e dal ministro degli Esteri Vuc Jeremic che ha anche assicurato la volontà di avviare quanto prima un dialogo con il Kosovo, che si è proclamato indipendente dalla Serbia due anni fa, e che proprio oggi ha avviato i negoziati per la formazione di un nuovo governo.

Nell'incontro con il presidente Tadic, come in quelli con Jeremic e con il vice primo ministro per l'integrazione europea Bozidar Djelic, Frattini ha anche affrontato il tema dei rapporti bilaterali. Che sono eccellenti", ha assicurato il ministro. Con forti interessi economici e un’ importante presenza delle imprese italiane in Serbia, presenza gradita e auspicata in un paese nel quale a causa della crisi sono stati persi 200mila posti di lavoro. (Inform)

 


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