INFORM - N. 24 - 3 febbraio 2011


MEMORIA

Da “In rete con l'Italia” n. 1, gennaio-febbraio 2011

Un libro che riscatta la nostra emigrazione

 

ROMA - Negli ultimi dieci anni gli studi sull’emigrazione italiana sono enormemente aumentati, mentre in tutta la Penisola sono nati musei e centri di ricerca dedicati allo stesso tema. L’introduzione del voto per gli italiani all’estero ha avuto sicuramente il suo peso nel rinvigorire l’interesse per la tematica emigrazione, così come le politiche di molte Regioni, che hanno cominciato a vedere nei propri antichi emigrati un punto di riferimento, culturale ed economico. Inoltre, lo sviluppo inarrestabile del web ha dotato i nostri connazionali all’estero e chi li segue di una voce finalmente autonoma.

L’impoverimento della conoscenza

Partendo da questi presupposti, Michele Colucci e Matteo Sanfilippo, entrambi docenti universitari, hanno realizzato la “Guida allo studio dell’emigrazione italiana”. A parere degli autori, la crescente attenzione al fenomeno migratorio ha prodotto un impoverimento della conoscenza di quanto realmente accaduto. L’emigrazione italiana ha infatti avuto uno sviluppo su più secoli, dal Medioevo a oggi, e viene invece costantemente ridotta a pochi episodi e a schemi facilmente piegabili alla volontà di chi desidera utilizzarli per spiegare una propria tesi. Colucci e Sanfilippo hanno voluto rileggere la vicenda storica dell’emigrazione nel suo sviluppo temporale, evidenziando alcuni modelli (di partenza dall’Italia e d’insediamento fuori d’Italia) e segnalando i riflessi sull’immaginario del nostro Paese.

La struttura del volume

Nel primo capitolo viene tracciato un profilo storico del processo migratorio: dal periodo pre-unitario alla grande crescita dell’emigrazione italiana; dal secondo dopoguerra fino alla fase finale dell’emigrazione di massa. Il secondo capitolo è invece dedicato ai modelli regionali e dunque alle diverse peculiarità che ha assunto il fenomeno migratorio al Nord, al Centro e al Sud d’Italia, in relazione ai vari periodi storici. Così, ad esempio, alla fine del 2000 risultava che più della metà degli italiani all’estero erano partiti dal Sud, un terzo dal Nord e un decimo dal Centro. Ma se andiamo a vedere la realtà di fine ‘800, emergeva che tra il 1876 e il 1900 il Nord era il principale “esportatore” di uomini e donne. Nel terzo capitolo si considerano i Paesi di emigrazione: Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera. Nel quarto capitolo l’emigrazione è vista attraverso la letteratura e il cinema, che spesso la raffigurano come un dramma, un’esperienza che ferisce sempre chi parte: un giudizio, secondo gli autori del libro, non sempre suffragato dalla documentazione storica. Il volume si chiude con un utile elenco sugli strumenti di approfondimento: riviste sull’emigrazione, musei dedicati al fenomeno migratorio, siti web. (In rete con l’Italia*-Inform)

* Bimestrale d'informazione a cura della direzione generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie del Mae

 


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